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Le news del 2015

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Si ricorda che, come esposto nelle note legali presenti sul tito, lo Studio non fornisce consulenze telefoniche, in particolare, in materia di diritto assistenziale (invalidità civile, legge 104/92, indennità di accompagnamento, congedo straordinario, ecc.), mentre, via mail, in assenza di mandato, verrano presi in considerazione solo quesiti formulati genericamente.

Con due recenti sentenze, rese a Sezioni Unite e pubblicate il 22 luglio scorso, la Corte di cassazione si è pronunciata, in senso sfavorevole ai danneggiati, sul termine entro il quale deve essere domandato l’indennizzo nonché su quello per impugnare avanti al giudice ordinario l’eventuale rigetto dell’istanza. Con sentenza n. 15353/2015 la Corte ha ribadito che la domanda di indennizzo deve essere presentata entro tre anni dalla conoscenza del danno e che tale termine ha natura decadenziale, pertanto il suo mancato rispetto comporta la perdita definitiva ed irrevocabile del beneficio. La Cassazione ha ulteriormente stabilito che questo termine si applica a tutte le domande presentate dopo la sua introduzione, avvenuta con legge 25 luglio 1997, n. 238, entrata in vigore il 28 luglio 1997. Qualora però la conoscenza del danno sia anteriore rispetto al 28 luglio 1997, i tre anni decorrono da quest’ultima data. Se la conoscenza è invece posteriore all’introduzione del termine, l’istanza è ammissibile solo se inviata o protocollata entro tre anni dalla conoscenza del danno. Con sentenza n. 15687/2015, la Cassazione ha invece chiarito che il termine di un anno previsto dall’art. 5 comma 3 della legge 210/92 ha parimenti natura perentoria, questo significa che l’eventuale decreto… Continua a leggere

Come ogni anno, in considerazione delle domande che pervengono allo Studio sull’argomento, pubblico l’ultima guida della agenzia delle entrate sulle agevolazioni fiscali per i disabili aggiornata al mese di aprile del corrente anno.

Avvocato Sabrina Cestari

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A norma dell’art. 9, comma 1-bis, del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 nelle controversie di assistenza obbligatoria (e quindi in tutte quelle concernenti l’indennizzo ex lege 210/92, incluse quelle nelle quali si chieda anche la sola rivalutazione integrale dell’indennizzo), sono obbligati a versare il contributo unificato soltanto coloro che, sulla base dell’ultima dichiarazione, sono titolari di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito, superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76 del medesimo decreto, articolo che fissa le condizioni reddituali per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
L’art. 77 del stesso decreto prevede l’adeguamento ogni due anni dei limiti di reddito in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto nazionale di statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel biennio precedente

Tale importo viene stabilito con decreto del Ministro della giustizia.

Il precedente importo indicato nell’art. 76 citato, introdotto con decreto del 1 aprile 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2014, era pari a 11.369,24 euro: la soglia di esenzione, al di sopra della quale scattava quindi l’obbligo di versamento del contributo, era pari a € 34.107,72.

Con decreto del 7 maggio 2015, pubblicato in GU S.G.… Continua a leggere

Il 21 luglio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato di concerto con il Ministro della salute, che trasferisce alle Regioni le risorse necessarie a corrispondere gli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale sino al 31 dicembre 2011, nonché a rimborsare le Regioni per gli anticipi effettuati negli esercizi 2012, 2013 e 2014, in assenza di trasferimento dei contributi statali.

Il riparto tra le Regioni verrà effettuato in base alla tabella allegata al decreto.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 29 aprile – 29 maggio 2015, n. 11223

 

Veniva proposto un reclamo al Garante della Protezione dei dati personali nel quale la reclamante lamentava la detenzione, da parte del datore di lavoro (Ente Pubblico), di copia integrale del verbale relativo all’accertamento sanitario effettuato dalla Commissione medica di verifica della sua città, in relazione alla sua richiesta di ottenimento della pensione di inabilità.
Invero, il succitato verbale conteneva, oltre alla valutazione medico legale circa l’inidoneità all’impiego, altri suoi dati personali relativi alla diagnosi, agli esami obiettivi e agli accertamenti clinici e strumentali effettuati, nonché informazioni anamnestiche, tra cui quella relativa all’infezione da Hiv.

Il Garante nel proprio provvedimento evidenziava che il datore di lavoro, in ottemperanza al quadro normativo vigente, stante l’inutilizzabilità dei dati sensibili dell’interessata contenuti nella documentazione trasmessagli dall’organo di accertamento sanitario, avrebbe dovuto astenersi da ogni ulteriore operazione di trattamento dei dati in questione, ad eccezione dell’informazione relativa alla valutazione medico legale effettuata, adottando ogni misura idonea a limitarne rigorosamente la conoscibilità, senza pregiudicare la prosecuzione del procedimento nel quale era legittimamente coinvolto, essendo destinatario dell’istanza dell’interessata volta ad ottenere la pensione di inabilità.
Il datore di lavoro, invece, aveva… Continua a leggere

Riporto l’articolo pubblicato sul proprio sito da Alberto Cappellaro in ordine ad alcune recenti sentenze della Cassazione sulla responsabilità del Ministero della Salute per contagi anteriori al 1978
Sabrina Cestari

Risarcimento: ante 78, nuove sentenze favorevoli della Cassazione

Come è noto, con alcune pronunce depositate all’inizio dell’anno la Suprema Corte aveva posto in dubbio che il Ministero della salute potesse essere ritenuto responsabile per contagi anteriori al 1978.
Pronunce che si ponevano in radicale contrasto con l’orientamento, da tempo consolidato, secondo il quale “nello specificare che il Ministero della salute risponde ‘anche per il contagio degli altri due virus già ‘a partire dalla data di conoscenza dell’epatite B’, … le Sezioni Unite non hanno certamente inteso limitare la rilevanza del fenomeno e la relativa responsabilità alla ‘data di conoscenza dell’epatite B”, dovendo invece l’Amministrazione “controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus e che i donatori non presentassero alterazione delle transaminasi” anche prima del 1978 (così Cass. 26152/2014, relativa a trasfusioni del 1977 e 1978).
Una parte di queste sentenze, tra l’altro, non aveva escluso in toto la responsabilità del Ministero per contagi anteriori al 1978 ma, più semplicemente, riformato pronunce di… Continua a leggere

Con la sentenza n. 2785 del 12/02/2015 la Cassazione civile sez. VI ha chiarito che in applicazione del criterio della cd. compensatio lucri cum damno, la detrazione dall’importo riconosciuto a titolo di risarcimento del danno complessivo riguarda solo le somme già versate dal Ministero a titolo di indennizzo ai sensi della L. n. 210 del 1992 e non quelle che l’Amministrazione sarebbe tenuta ancora a corrispondere a quel titolo ai sensi dell’art. 2. La Suprema Corte ha ritenuto, invero, il motivo prospettato dal Ministero privo di fondamento: “atteso che non si comprende come la Corte (d’Appello) avrebbe potuto applicare il principi della compensatio se non con riferimento con quanto fosse risultato già percetto dal danneggiato e, quindi, da lui effettivamente ottenuto, al momento della sua pronuncia, come in effetti ha fatto. In pratica, a fronte di un danno accertato e liquidato la Corte (d’Appello), ad avviso del Ministero, avrebbe dovuto considerare incidente quanto dovuto a titolo di indennizzo ancorchè sulla base di presupposti non ancora verificati.”
La Cassazione evidenzia in sentenza che la tesi del Ministero comporterebbe che si dovrebbe applicare una compensazione fra una posta risarcitoria effettiva e correlata a danno già liquidato perchè certo e/o verificatosi ed un… Continua a leggere

Riporto l’articolo pubblicato sul proprio sito da Alberto Cappellaro in ordine alla recente sentenza di condanna, a carico del Ministero della Salute,  con la quale la Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado relativa ad un risarcimento del danno per una trasfusione effettuata nel 1968.

Sabrina Cestari

 

Risarcimento: condanna per trasfusione del ’68 confermata in appello

Con sentenza n. 1507/2015 la Corte di appello di Milano ha confermato la sentenza n. 5801/2012, con la quale il Tribunale di Milano aveva condannato il Ministero della salute a risarcire tre clienti dello studio, contagiati a seguito di trasfusioni subite nel 1968, nel 1983 e nel 1985/86.
I giudici di secondo grado, al termine di un procedimento che ho seguito con Sabrina Cestari, hanno evidenziato che le considerazioni svolte dal Tribunale erano conformi alla giurisprudenza della Cassazione, anche “con riferimento al momento in cui deve farsi risalire la responsabilità del Ministero per mancato controllo del sangue“.
In relazione a quest’ultimo aspetto, il Collegio ribadisce che non ha alcuna rilevanza la “data della scoperta del virus dell’epatite C, in quanto, come la Cassazione ha reiteratamente affermato in numerose sentenze, non sussistono tre eventi lesivi, come… Continua a leggere

Pubblico l’articolo del Prof. Vito di Marco su come sarà curata l’infezione cronica da virus C nei pazienti talassemici nei prossimi mesi, l’articolo è tratto dal sito della Fondazione italiana Leonardo Giambrone.

Avvocato Sabrina Cestari

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Pubblico le tabelle anno 2015 relative agli importi dovuti a titolo di indennizzo ex lege 210/92.

Ringrazio Alberto Cappellaro per avermi inviato il documento.
Sabrina Cestari

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