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L’Inps ha emano in questi giorni la circolare (n. 10 del 23/01/2015) sulla semplificazione per i soggetti con invalidità, semplificazione che era stata prevista, come si ricorderà, dall’art. 25 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114.

La circolare dell’Inps con riferimento alle previsioni dell’art. 25 succitato, tratta dell’accertamento sanitario di revisione, dell’accertamento delle condizioni sanitarie per le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari d’indennità di frequenza e delll’attribuzione delle prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione.

1 Accertamento sanitario di revisione
La Legge n. 114/2014, in sede di conversione del D.L. 90/2014, con il comma 6 bis dell’art. 25 ha introdotto importanti modifiche in materia di accertamento sanitario di revisione, stabilendo che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura” e che “la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è… Continua a leggere

In accordo con il Presidente dell’Associazione si rende noto, anche attraverso il presente sito, che in data 8 febbraio 2015 alle ore 9:00 (in prima convocazione) e alle ore 10:30 (in seconda convocazione) presso la sede dell’Associazione (Agrigento Via Francesco Crispi 150), si terrà l’Assemblea Ordinaria dei Soci con il seguente ordine del giorno:
1. Approvazione Bilancio Consuntivo 2014;
2. Approvazione Bilancio Preventivo anno 2015;
3. Problematiche Reparto;
4. Comunicazione del Presidente.

Avvocato Sabrina Cestari

 

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Cassazione civile sez. lav. n. 15435 del 07/07/2014

La Corte d’Appello riformava la sentenza di primo grado che aveva condannato Poste italiane a liquidare alla ricorrente la somma richiesta a titolo di quota di tredicesima e quattordicesima mensilità relativa ai permessi usufruiti dalla stessa, nell’arco di tre mesi, in base alla legge n. 104 del 1992, art. 33, comma 3, in qualità di lavoratrice madre di minore portatore di handicap

La Corte argomentava che la non computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, prevista dal comma 4 del citato art. 33 mediante il rinvio alla L. n. 1204 del 1971, art. 7 operava solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali previsti dall’art. 7 medesimo, circostanza che nel caso non si era verificata. Aggiungeva che nessuna limitazione era prevista nella norma con riferimento all’incidenza dei permessi sulla quattordicesima mensilità.

Poste italiane impugnava la sentenza in Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 4 e sostenendo che, a differenza di quanto ritenuto dalla Corte di merito, la disposizione richiamata prevedeva l’esclusione del computo dei permessi previsti dalla L. n. 104, commi 2 e 3 ai fini… Continua a leggere

Cassazione civile sez. un. n. 22550 del 23/10/2014

Un invalido impugnava avanti al Tribunale sezione lavoro, la decisione della Commissione medica di verifica presso la Direzione provinciale dell’INPS, in forza della quale, all’esito di visita collegiale, era stato riconosciuto quale persona portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3, comma 3 sulla base di motivi psichici e mentali.
Il ricorrente in particolare chiedeva la disapplicazione parziale dell’accertamento, denunziando eccesso di potere, manifesta illogicità del provvedimento, vizio di motivazione, oltre a dedurre l’inesistenza dei motivi psichici e mentali.
Il Giudice di primo grado, esperita CTU, dichiarava Numero:
22550
in situazione di gravità per patologia diversa da quella sancita nel verbale.
La Corte d’appello, adita dall’INPS, dichiarava, invece, nel caso di specie, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo.
Secondo la Corte, infatti, il ricorrente aveva impugnato il verbale non per ottenere la dichiarazione di handicap in condizione di gravità, nè altri benefici correlati, posto che tale bene gli era stato riconosciuto e non vi era alcuna incertezza sul punto, la causa verteva, invero, sulla modifica del contenuto del verbale della Commissione. L’eliminazione, sostituzione, modifica del contenuto… Continua a leggere

Come aveva preannunciato il Ministero della Salute ha inviato allo Studio, per conoscenza, una pec al fine di informare dell’invio, ad uno degli assistiti, della proposta di equo ristoro.

Sabrina Cestari

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Con quattro pareri, rispettivamente n. 11/2015, 12/2015, 13/2015 e 14/2015, resi in sede di ricorso straordinario e depositati il 5 gennaio 2015, la seconda sezione consultiva del Consiglio di Stato è tornata ad occuparsi della legittimità dei criteri di esclusione dalle transazioni, criteri contenuti nel decreto moduli.
La sezione ha innanzi tutto ribadito che, a suo giudizio, è legittimo escludere coloro che siano prescritti.
A questo proposito, sarebbe innanzi tutto improprio contestare tale esclusione richiamando la necessità che le attuali transazioni siano in analogia e coerenza con quelle del 2003, procedura, come è noto, nel corso della quale la prescrizione non venne applicata, secondo i giudici amministrativi, infatti, “il limite dell’analogia e coerenza con i criteri transattivi già fissati con d.m. 3 novembre 2003 – limite previsto dalla normativa primaria – non può considerarsi equivalenza ed identità, ma indica solo compatibilità tra la disciplina del 2003 e quella introdotta con il d.m. n. 132 del 2009”.
Inoltre, “la Sezione deve rilevare come l’istituto della prescrizione costituisca causa generale di estinzione dei diritti soggettivi, che deve essere applicato sia ai rapporti di diritto privato che a quelli di diritto pubblico. Sicché non può dubitarsi che una transazione relativa all’esistenza di un… Continua a leggere

Corte di Cassazione sez. Lavoro sentenza 29 ottobre – 22 dicembre 2014 n. 27232

Il Tribunale di Milano aveva respinto la domanda di una lavoratrice diretta a far accertare il proprio diritto a godere dei tre giorni di permesso retribuito ex lege 104/92.
La dipendente aveva dedotto di essere figlia unica di genitori anziani, residenti, per altro, in altra città, che la madre era inabile al 100% e godeva dell’indennità di accompagnamento, che il padre era gravemente malato e, pertanto, non in condizioni di poter assistere la moglie, che lei quindi era la persona che assisteva con continuità la madre.
Il Comune, del quale la ricorrente era una dipendente, aveva dedotto il difetto del requisito della convivenza con la persona handicappata ed il difetto, altresì, dell’assistenza continua.

Il Giudice di prime cure, nel respingere la domanda, aveva rilevato la mancanza del requisito della convivenza ed in particolare la mancanza dell’assistenza quotidiana che la ricorrente non avrebbe potuto comunque assicurare, vista la diversa città di residenza.

La dipendente comunale ricorreva in appello ottenendo l’accoglimento della propria domanda con riforma della sentenza di primo grado.
Secondo la Corte d’Appello, infatti, in base alla ratio normativa non era possibile interpretare restrittivamente il concetto… Continua a leggere

Riporto l’articolo pubblicato sul suo sito da Alberto Cappellaro in relazione alla corresponsione dell’equa riparazione, che secondo la Cassazione non dovrebbe essere esclusa da un’eventuale soccombenza sulla domanda risarcitoria:

Equa riparazione: per la Cassazione non serve la causa pendente
Pubblicato 8 gennaio 2015 | Da Alberto Cappellaro

Con sentenza n. 25965/2014 la Corte di cassazione, nel rigettare una richiesta di rinvio presentata dal difensore del danneggiato, richiesta giustificata dall’esigenza di “attendere l’esito della procedura di equa riparazione di cui al D.L. n. 90 del 2014, art. 27-bis”, ha chiarito che, per aderire a tale procedura, non occorre avere una causa di risarcimento pendente.
Secondo la Cassazione “la protrazione della pendenza” di tale causa è, ai fini sopra citati, “del tutto neutra”.
La corresponsione dell’equa riparazione, infatti, “non è affatto esclusa da un’eventuale soccombenza sulla domanda risarcitoria”, del resto “la diversità di natura e funzione delle due erogazioni ben fonda la possibilità di una loro coesistenza ed anzi di una reciproca indifferenza, salva sola la previsione della detrazione”, dai 100.000,00 euro, dell’eventuale risarcimento già percepito.
Questa pronuncia potrà essere utilizzata da coloro ai quali dovesse essere inopinatamente negata l’equa riparazione, in ragione della mancata pendenza della lite, anche a seguito… Continua a leggere

L’Inps ha pubblicato la circolare numero 1/2015 dando atto che l’inflazione definitiva del 2014 è stata pari all’1,1% rispetto a quella programmata dell’1,2% e rivalutando gli importi dello 0,30% a titolo di inflazione presunta per il 2015.
Al punto 4 della suddetta circolare viene riportata la rivalutazione delle prestazioni a favore di invalidi civili, ciechi e sordomuti (categoria INVCIV), mentre gli importi dei trattamenti dei invalidi civili per gli anni 2014 e 2015 ed i limiti di reddito, sono riportati nell’allegato 3, tabella M.
Si segnala che al punto 4.5. della circolare de qua è stato dato rilievo alle modifiche legislative in tema di prestazioni di invalidità con revisione scaduta, invero, l’art. 25, comma 6 bis, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito nella legge 11 agosto 2014, n.114, ha stabilito che, nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap, in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.
Pertanto, per le prestazioni a favore di invalidi civili per le quali nell’anno 2015 risulti… Continua a leggere

Il Mef ha aggiornato la propria pagina web relativa ai danni da vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (Legge 210/92), riconoscimento di indennizzo aggiuntivo per i danneggiati da complicanze di tipo irreversibile causate da vaccinazioni obbligatorie di cui alla Legge 210/92 (Legge 229/2005) ed indennizzo ex lege 244/2007 (Sindrome da talidomide).
E’ stata anche resa disponibile la modulistica relativa.
Questi sono i moduli pubblicati in relazione all’indennizzo ex lege 210/92:
per il primo pagamento – indicazione del conto corrente bancario o postale / libretto postale nominativo;
comunicazione di variazione della residenza;
modulo per la verifica di esistenza in vita (l’autocertificazione deve essere presentata ogni sei mesi dai beneficiari);
comunicazione variazione modalità di pagamento ove necessario;
modulo per la comunicazione di decesso affinché si provveda alla chiusura delle partite di spesa al fine di consentire al Ministero della Salute anche l’eventuale liquidazione dei ratei ancora dovuti.
Nella stessa pagina vengono altresì riportati i numeri fax ai quali è possibile trammettere semetralmente l’autocertificazione di esistenza in vita o gli altri moduli, nonché gli indirizzi postali e pec ed i numeri di telefono e mail dell’Ufficio V e del Dirigente responsabile:
• fax:… Continua a leggere

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