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Sabrina Cestari
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Archivi del mese: Aprile 2019

Con sentenza n. 7025/2019 la seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di interpretazione del testamento.

La causa verteva su una disposizione con la quale la testatrice aveva legato ad una Arcidiocesi alcuni immobili “a fini di culto e di religione”, disposizione che i giudici di appello avevano interpretato facendo ricorso ad una ulteriore missiva, dattiloscritta, con la quale la testatrice aveva disposto la destinazione dell’appartamento padronale, dove ella aveva sempre abitato, “ad alloggio dei preti poveri …, sacerdoti per il cui sostentamento dovevano essere adoperati i ricavi delle locazioni degli altri quartini oggetto del medesimo legato“.

La Corte ha reputato questa interpretazione non conforme a diritto.

I giudici di legittimità hanno innanzi tutto ricordato che l’interpretazione del testamento si caratterizza, rispetto a quella contrattuale, per “una più penetrante ricerca, al di là della mera dichiarazione, della volontà del testatore, la quale, alla stregua dell’art. 1362 c.c., va individuata sulla base dell’esame globale della scheda testamentaria, e non di ciascuna singola disposizione, e che al fine di superare eventuali dubbi sull’effettivo significato di parole ed espressioni usate dal testatore deve farsi riferimento anche ad elementi estrinseci alla scheda stessa, come la… Continua a leggere

ACCETTAZIONE TACITA DELL’EREDITÀ: IDONEITÀ DEGLI ATTI AD ESPRIMERE IN MODO CERTO L’INTENZIONE UNIVOCA DI ASSUMERE LA QUALITÀ DI EREDE

La Cassazione (sez. II n. 4843/2019) ha statuito che, “ai fini della accettazione tacita dell’eredità, sono privi di rilevanza tutti quegli atti che, attesa la loro natura e finalità, non sono idonei ad esprimere, in modo certo, l’intenzione univoca di assunzione della qualità di erede, quali la denuncia di successione, il pagamento delle relative imposte, la richiesta di registrazione del testamento e la sua trascrizione, infatti, trattandosi di adempimenti di prevalente contenuto fiscale, caratterizzati da scopi conservativi, legittimamente, può essere escluso dal giudice del merito, a cui compete il relativo accertamento, il proposito di accettare l’eredità. Peraltro, siffatto accertamento non può limitarsi all’esecuzione di tali incombenze, ma deve estendersi al complessivo comportamento dell’erede potenziale, ed all’eventuale possesso e gestione anche solo parziale dell’eredità“.

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TESTAMENTO PUBBLICO: STATO DI SANITÀ MENTALE DEL TESTATORE

Secondo la Cassazione (sez. II n.2702/2019), in tema di testamento pubblico, lo stato di sanità mentale del testatore, seppure ritenuto e dichiarato dal notaio per la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore medesimo, può essere contestato con ogni mezzo di prova, senza necessità di proporre… Continua a leggere