avviso

 

 

A norma dell’art. 9, comma 1-bis, del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 nelle controversie di assistenza obbligatoria (e quindi in tutte quelle concernenti l’indennizzo ex lege 210/92, incluse quelle nelle quali si chieda anche la sola rivalutazione integrale dell’indennizzo), sono obbligati a versare il contributo unificato soltanto coloro che, sulla base dell’ultima dichiarazione, sono titolari di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito, superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76 del medesimo decreto, articolo che fissa le condizioni reddituali per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
L’art. 77 del stesso decreto prevede l’adeguamento ogni due anni dei limiti di reddito in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto nazionale di statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel biennio precedente

Tale importo viene stabilito con decreto del Ministro della giustizia.

Il precedente importo indicato nell’art. 76 citato, introdotto con decreto del 1 aprile 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2014, era pari a 11.369,24 euro: la soglia di esenzione, al di sopra della quale scattava quindi l’obbligo di versamento del contributo, era pari a € 34.107,72.

Con decreto del 7 maggio 2015, pubblicato in GU S.G. n.186 del 12-8-15, il predetto importo è stato aumentato a 11.528,41, con la conseguenza che la soglia dell’esenzione è attualmente pari ad € 34.585,23.

Avvocato Sabrina Cestari

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