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articoli anno 2018

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Equa riparazione ex lege 114/14

Il 29 dicembre 2017 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302, supplemento ordinario n. 62, la legge 27 dicembre 2017, n. 205, rubricata “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”.

La legge succitata contiene due disposizioni concernenti la c.d. equa riparazione.

Innanzi tutto, l’art. 1, comma 1141, lettera a), che dispone che all’articolo 27-bis, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di liquidazione di importi per soggetti danneggiati da trasfusione con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie, le parole: « entro il 31 dicembre 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 31 dicembre 2018 ».

Il nuovo testo dell’art. 27 bis, comma 1, terzo periodo risultante dalla novella legislativa è pertanto il seguente: “La liquidazione degli importi è effettuata entro il 31 dicembre 2018, in base al criterio della gravità dell’infermità derivatane agli aventi diritto e, in caso di pari entità, secondo l’ordine del disagio economico, accertato con le modalità previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n.… Continua a leggere

Il Governo, con un emendamento al ddl Legge bilancio 2018 (art. 101 bis), ha prorogato i termini previsti da alcune norme di legge, tra queste quella che disciplina la liquidazione dell’equa riparazione per i danneggiati da sangue infetto o da vaccinazioni obbligatorie (legge 114/2014).

Questo l’attuale testo dell’articolo contenuto nel suddetto emendamento:

7. Nelle materie di interesse del Ministero della salute, sono disposte le seguenti proroghe di termini:
a) All’articolo 27-bis, comma I, terzo periodo, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di liquidazione di importi per soggetti danneggiati da trasfusione con sangue infetto, o emoderivati infetti o vaccinazioni obbligatorie, le parole: “entro il 31 dicembre 2017” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 31 dicembre 2018”.

Trattandosi di un emendamento, ovvero di una norma non ancora entrata in vigore, rinviamo qualsiasi commento all’eventuale approvazione della proposta del Governo.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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L’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispone che “nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti … Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale”.

Tale norma è pertanto applicabile all’esame tanto delle domande di ammissione alle transazioni disciplinate dalla legge n. 244/2007 e dai successivi provvedimenti attuativi, quanto delle istanze di riconoscimento dell’equa riparazione introdotta con l’art. 27 bis del decreto legge n. 90/2014, convertito con legge n. 114 dell’11 agosto 2014.

Ne consegue che il Ministero della salute, qualora intenda respingere una delle predette istanze, deve prima comunicare al richiedente i motivi che giustificherebbero il predetto provvedimento, consentendogli altresì di presentare osservazioni e documenti a sua difesa.

Con sentenza n. 4545 del 28 ottobre 2016, resa in altra fattispecie, il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha stabilito che la norma sopra citata “mira ad ‘instaurare un contraddittorio… Continua a leggere

Quanto esposto nel presente articolo è frutto delle informazioni derivanti dalla giornaliera gestione della procedura di equa riparazione da parte dei sottoscritti Avvocati Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro.

Il Ministero della Salute in questi giorni sta proseguendo, al fine di completarlo, il pagamento dell’equo ristoro ai danneggiati appartenenti alla sesta categoria che hanno inviato nei mesi scorsi l’accettazione.

Nel contempo, e precisamente da fine luglio, il Ministero ha iniziato, altresì, ad inviare, attraverso raccomandata a/r, la proposta di adesione anche ai danneggiati ascritti alla settima categoria, l’invio della proposta viene effettuato, per conoscenza via PEC, anche agli Avvocati che hanno instaurato per conto dei clienti la procedura transattiva o a quelli che, per volontà degli assistiti, sono subentrati nella stessa con regolare mandato.

Come aveva già fatto per le categorie dalla prima alla sesta, il Ministero richiede ai danneggiati o ai loro eredi la firma e l’invio dei documenti allegati alla proposta entro il termine di 15 giorni dalla ricezione della stessa, evidenziamo a tal riguardo, anche se lo abbiamo già fatto in passato, che si tratta di un termine pacificamente non perentorio, tanto più nel caso di specie in cui la ricezione della proposta avviene nel mese di agosto… Continua a leggere

Con sentenza pubblicata il 14 gennaio 2016, che qui alleghiamo nel testo francese, la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha deciso 19 ricorsi patrocinati da diversi Studi Legali.

Tali ricorsi promossi contro l’Italia da circa 900 soggetti danneggiati da sangue infetto riguardavano:

– il decreto moduli del 2012 ovvero quello che ha introdotto i “paletti” alle transazioni ex lege n. 244/2007;

– l’eccessiva durata delle transazioni (tra questi, uno patrocinato dal sottoscritto Alberto Cappellaro);

– l’eccessiva durata dei processi civili di risarcimento;

– la mancata tempestiva esecuzione di alcune sentenze di condanna al risarcimento dei danni.

Le questioni erano molte e complesse, nel presente commento ci soffermeremo, quindi, sui soli profili di carattere generale, che sono di interesse per tutti gli aspiranti alle transazioni e all’equa riparazione.

Di particolare rilievo erano le impugnazioni avverso al decreto moduli del 2012, i ricorrenti si dolevano per l’introduzione di criteri nuovi ed oltretutto non previsti nelle precedenti transazioni del 2003, criteri che precludevano l’accesso alle stesse in base alla prescrizione e/o all’anno di contagio.

I ricorrenti auspicavano, altresì, che la Corte garantisse ai danneggiati un trattamento economico analogo a quello riconosciuto agli emofilici nel 2003 ovvero almeno 400 mila euro ai… Continua a leggere

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