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Indennizzo ex lege 229/2005

Nel caso di specie la Corte d’Appello aveva rigettato la domanda proposta da un danneggiato, che aveva richiesto l’indennizzo previsto dalla legge n. 210/1992, assumendo il nesso di causalità tra la menomazione da cui è affetto (esiti di poliomielite su entrambi gli arti inferiori) e la vaccinazione antipolio tipo Salk, somministratagli in data 1 giugno 1959 e all’epoca non obbligatoria, ma fortemente raccomandata nell’ambito di un programma di politica sanitaria del Ministero della Salute. Secondo i giudici di secondo grado non poteva riconoscersi il beneficio in parola, in quanto la legge n. 362/1999 ne aveva circoscritto il riconoscimento solo a coloro che fossero stati sottoposti a vaccinazione antipoliomielitica non obbligatoria nel periodo di vigenza della legge n. 695/1959, invero nel caso di specie la vaccinazione era stata praticata anteriormente a tale periodo.

La Corte riteneva, inoltre, intempestiva la domanda in quanto proposta oltre il termine decadenziale di quattro anni dall’entrata in vigore della legge n. 362/1999, come previsto dall’art. 3 della stessa.

Con ordinanza n. 17614 del 2017 la sesta sezione della Corte aveva richiesto, sulle questioni poste dal ricorso, un intervento nomofilattico ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., u.c..

Con ordinanza n. 11339/2018 la sezione lavoro della Cassazione in… Continua a leggere

A norma dell’art. 9, comma 1-bis, del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 nelle controversie di assistenza obbligatoria (e quindi in tutte quelle concernenti l’indennizzo ex lege 210/92, incluse quelle nelle quali si chieda anche la sola rivalutazione integrale dell’indennizzo, nonché quelle concernenti la legge 229/2005 e l’indennizzo per danni da talidomide), sono obbligati a versare il contributo unificato soltanto coloro che, sulla base dell’ultima dichiarazione, sono titolari di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito, superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76 del medesimo decreto.

Tale ultimo importo è stabilito con decreto del Ministro della giustizia.

Il precedente importo indicato nell’art. 76 citato, introdotto con decreto del 7 maggio 2015, era pari a 11.528,41 euro: la soglia di esenzione, al di sopra della quale scatta l’obbligo di versamento del contributo, era pertanto pari a € 34.585,23.

Con decreto del 16 gennaio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2018, il predetto importo è stato ridotto a 11.493,82 euro, con la conseguenza che la soglia dell’esenzione è attualmente fissata a 34.481,46 euro.

E’ bene precisare che con circolare n. 10 dell’11 maggio 2012 il Ministero della Giustizia ha chiarito che, ai fini dell’esenzione, il… Continua a leggere

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