Avvocato
Sabrina Cestari
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Successioni

Con ordinanza n. 17881/2019, depositata il 3 luglio 2019, la seconda sezione civile della Corte di Cassazione si è occupata di un caso di riduzione delle donazioni, lesive della quota spettante ai legittimari.

La figlia del de cuius aveva chiesto la riduzione di una donazione, effettuata dal padre in favore dell’altro figlio, liberalità del 6 novembre 2001 e riportante il numero di repertorio 44.121.

Il fratello dell’attrice si era costituito in giudizio eccependo che la riduzione domandata era da dichiararsi inammissibile, esisteva infatti una donazione più recente, sempre in suo favore, effettuata dal padre lo stesso giorno, ma riportante un numero di repertorio successivo, ovvero 44.122.

Tesi, rigettata nei precedenti gradi di merito, che il donatario aveva riproposto in sede di legittimità.

La Suprema Corte ha confermato che, a norma dell’art. 559 del codice civile, “le donazioni si riducono cominciando dall’ultima e risalendo via via alle anteriori”, una disposizione la cui ratio è di “evitare indirette violazioni del principio di irrevocabilità delle donazioni: se infatti la legge ammettesse la riduzione proporzionale di liberalità fatte in date diverse, consentirebbe in sostanza al donante di revocare in parte la donazione precedente per mezzo di altra successiva”.

Peraltro, questo principio non comporta… Continua a leggere

L’articolo 474 del codice civile dispone che l’accettazione dell’eredità “può essere espressa o tacita”.
L’articolo 475 c.c. precisa che “l’accettazione è espressa quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata, il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede”.
Secondo l’articolo 476 c.c. l’accettazione è invece tacita “quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede”.
Con sentenza n. 4843/2019 la Suprema Corte chiarisce quando, secondo la dottrina e la giurisprudenza, possa configurarsi una accettazione tacita dell’eredità.
A tal fine occorre, innanzi tutto, la “consapevolezza, da parte del chiamato, dell’esistenza di una delazione in suo favore”. Il chiamato, inoltre, deve assumere “un comportamento inequivoco, in cui si possa riscontrare sia l’elemento intenzionale di carattere soggettivo (c.d. animus), sia l’elemento oggettivo attinente all’atto, tale che solo chi si trovi nella qualità di erede avrebbe il diritto di compiere”.
Con la pronuncia sopra citata la Cassazione evidenzia, altresì, come, “ai fini della accettazione tacita dell’eredità sono privi di rilevanza” tutti quegli atti che costituiscono “adempimenti di prevalente contenuto fiscale,… Continua a leggere

Con sentenza n. 7025/2019 la seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di interpretazione del testamento.

La causa verteva su una disposizione con la quale la testatrice aveva legato ad una Arcidiocesi alcuni immobili “a fini di culto e di religione”, disposizione che i giudici di appello avevano interpretato facendo ricorso ad una ulteriore missiva, dattiloscritta, con la quale la testatrice aveva disposto la destinazione dell’appartamento padronale, dove ella aveva sempre abitato, “ad alloggio dei preti poveri …, sacerdoti per il cui sostentamento dovevano essere adoperati i ricavi delle locazioni degli altri quartini oggetto del medesimo legato“.

La Corte ha reputato questa interpretazione non conforme a diritto.

I giudici di legittimità hanno innanzi tutto ricordato che l’interpretazione del testamento si caratterizza, rispetto a quella contrattuale, per “una più penetrante ricerca, al di là della mera dichiarazione, della volontà del testatore, la quale, alla stregua dell’art. 1362 c.c., va individuata sulla base dell’esame globale della scheda testamentaria, e non di ciascuna singola disposizione, e che al fine di superare eventuali dubbi sull’effettivo significato di parole ed espressioni usate dal testatore deve farsi riferimento anche ad elementi estrinseci alla scheda stessa, come la… Continua a leggere

ACCETTAZIONE TACITA DELL’EREDITÀ: IDONEITÀ DEGLI ATTI AD ESPRIMERE IN MODO CERTO L’INTENZIONE UNIVOCA DI ASSUMERE LA QUALITÀ DI EREDE

La Cassazione (sez. II n. 4843/2019) ha statuito che, “ai fini della accettazione tacita dell’eredità, sono privi di rilevanza tutti quegli atti che, attesa la loro natura e finalità, non sono idonei ad esprimere, in modo certo, l’intenzione univoca di assunzione della qualità di erede, quali la denuncia di successione, il pagamento delle relative imposte, la richiesta di registrazione del testamento e la sua trascrizione, infatti, trattandosi di adempimenti di prevalente contenuto fiscale, caratterizzati da scopi conservativi, legittimamente, può essere escluso dal giudice del merito, a cui compete il relativo accertamento, il proposito di accettare l’eredità. Peraltro, siffatto accertamento non può limitarsi all’esecuzione di tali incombenze, ma deve estendersi al complessivo comportamento dell’erede potenziale, ed all’eventuale possesso e gestione anche solo parziale dell’eredità“.

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TESTAMENTO PUBBLICO: STATO DI SANITÀ MENTALE DEL TESTATORE

Secondo la Cassazione (sez. II n.2702/2019), in tema di testamento pubblico, lo stato di sanità mentale del testatore, seppure ritenuto e dichiarato dal notaio per la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore medesimo, può essere contestato con ogni mezzo di prova, senza necessità di proporre… Continua a leggere