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articoli anno 2018

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Transazioni ex lege 222/07 ed ex lege 244 /07

Come segnalato nell’articolo pubblicato sui nostri siti il 16 marzo 2018, il Tar Lazio aveva dichiarato inammissibile il ricorso sul silenzio serbato dal Ministero della salute in ordine all’adesione alla procedura transattiva disciplinata dalle leggi n. 222 e n. 244 del 2007.

L’inammissibilità era stata giustificata dalla “natura negoziale e non amministrativa dell’anelato atto sostanziale (id est, la transazione)” essendo il mezzo spiegato posto a tutela di un diritto soggettivo e “inequivocabilmente diretto non ad accertare l’esistenza in capo alla p.a. dell’obbligo di adottare un provvedimento autoritativo e unilaterale a consistenza tipicamente amministrativa, quanto piuttosto a concludere una vera e propria transazione”.

Tale motivazione non è stata condivisa dal Consiglio di Stato, che con le sentenze n. 3512 e n. 3858 del 2018 ha affermato essere sussistente la giurisdizione del giudice amministrativo “in applicazione dei principi delineati dalla Corte regolatrice della giurisdizione”.

Invero “in tema di danni da emotrasfusione, il rifiuto opposto dalla P.A. all’istanza di transazione del danneggiato non incide sul diritto soggettivo al risarcimento, ma sull’interesse all’osservanza della normativa secondaria concernente la procedura transattiva, sicché l’impugnazione del diniego non rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, ma in quella del giudice amministrativo”.

Il Consiglio… Continua a leggere

Con sentenza n. 2898/2018, depositata il 14 marzo 2018, il TAR Lazio ha dichiarato inammissibile un ricorso con il quale si impugnava, “ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., il silenzio serbato dal Ministero della salute sull’istanza di adesione alla transazione formulata dalla parte ricorrente”.

Il Collegio ricorda, innanzi tutto, che le transazioni disciplinate dalla legge 244/2007 e dai successivi atti amministrativi, tra i quali il Regolamento n. 132/2009 e il Decreto Ministeriale 4 maggio 2012, consistono in accordi “da stipulare, in applicazione di una serie di disposizioni di carattere primario e secondario, tra il Ministero della salute e i soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati parimenti infetti che abbiano avviato azioni di risarcimento, tutte pendenti nei confronti del predetto Ministero”.

Procedure che da anni attendono un riscontro da parte dell’Amministrazione.

Per questo motivo il danneggiato ricorrente aveva adito il Tribunale Amministrativo romano, al fine di sentir dichiarare l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero della salute e, verosimilmente, chiedere la nomina di un Commissario ad acta per accertare, al posto dell’Amministrazione, il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa sopra citata.

Il Collegio non ha accolto però l’istanza, ritenendo “di non… Continua a leggere

Con sentenze n. 3807/2017, n. 3821/2017, n. 3865/2017 e n. 3866/2017 il Tar del Lazio è tornato ad occuparsi del D.M. 4 maggio 2012, contenente i requisiti di accesso alle transazioni disciplinate dalle leggi n. 222/2007 e n. 244/2007.
I giudici amministrativi hanno preso atto che la materia rientra nella loro giurisdizione, stante quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione (v. ordinanze n. 2050/2016 e 2051/2016).
Nel merito, il Collegio si è integralmente richiamato alle proprie precedenti pronunce n. 7073/2013 e n. 7928/2013, ribadendo in particolare che:
– la possibilità di transigere le controversie in materia di risarcimento del danno “non impedisce (o impediva) ai potenziali destinatari degli atti regolamentari e generali impugnati, ove non convinti della convenienza dei criteri stabiliti nei decreti impugnati, di portare comunque avanti il giudizio risarcitorio, non aderendo alle procedure transattive in questione”;
– la disciplina contenuta nel “D.M. 4 maggio 2012 non è identica, ma compatibile con quella recata per i soggetti emofilici dal D.M. 3 novembre 2003, secondo i limiti indicati dalla normativa primaria del 2007 che vi ha fatto riferimento”, con la conseguenza, ad esempio, che è del tutto legittimo il diverso trattamento economico previsto nel decreto “tra soggetti emofilici-talassemici e emotrasfusi… Continua a leggere

L’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispone che “nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti … Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale”.

Tale norma è pertanto applicabile all’esame tanto delle domande di ammissione alle transazioni disciplinate dalla legge n. 244/2007 e dai successivi provvedimenti attuativi, quanto delle istanze di riconoscimento dell’equa riparazione introdotta con l’art. 27 bis del decreto legge n. 90/2014, convertito con legge n. 114 dell’11 agosto 2014.

Ne consegue che il Ministero della salute, qualora intenda respingere una delle predette istanze, deve prima comunicare al richiedente i motivi che giustificherebbero il predetto provvedimento, consentendogli altresì di presentare osservazioni e documenti a sua difesa.

Con sentenza n. 4545 del 28 ottobre 2016, resa in altra fattispecie, il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha stabilito che la norma sopra citata “mira ad ‘instaurare un contraddittorio… Continua a leggere

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet la Corte europea dei diritti dell’uomo informa che è stata rigettata la richiesta di riesame, presentata da alcuni ricorrenti, al fine di ottenere la riforma della sentenza del 14 gennaio 2016 che aveva deciso 19 ricorsi promossi contro l’Italia, ricorsi che riguardavano:
– il decreto moduli del 2012, ovvero quello che ha introdotto i c.d. paletti alle transazioni;
– l’eccessiva durata delle transazioni;
– l’eccessiva durata dei processi civili di risarcimento concernenti il sangue infetto;
– la mancata tempestiva esecuzione di sentenze di condanna al risarcimento dei danni.
La pronuncia è pertanto definitiva.
Per un commento alla sentenza rinvio all’articolo pubblicato con Alberto Cappellaro.

Sabrina Cestari

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Con ricorso straordinario ex D.P.R. n. 1199/1971, trasmesso inizialmente al Ministero della salute e successivamente al Consiglio di Stato ai fini dell’esame immediato dell’istanza cautelare ivi contenuta, abbiamo impugnato l’esclusione dalle transazioni dei figli di una emotrasfusa, contagiata nel 1970 e successivamente deceduta a causa della malattia.

Gli eredi hanno un contenzioso, tuttora pendente, nel quale hanno agito iure hereditario e iure proprio, e sono stati esclusi dalle transazioni in applicazione dell’art. 5, comma 1, lettera a) del Decreto Moduli, norma che esclude dalla fase di stipula i danneggiati, o i loro eredi, qualora siano trascorsi più di cinque anni tra la domanda di indennizzo e l’inizio del giudizio civile.

Con parere del 28 aprile 2016 il Consiglio di Stato, preso atto che “si evidenziano chiaramente profili di danno grave e non immediatamente riparabile in capo agli odierni ricorrenti, eredi che hanno agito in sede civile sia iure proprio che iure hereditatis”, e vista altresì “la sentenza della Cassazione, SS.UU. civili, 3 febbraio 2016, n. 2050, che ha dichiarato in materia la giurisdizione del giudice amministrativo”, ha ordinato all’Amministrazione, di “riesaminare la posizione” dei ricorrenti “in ordine all’ammissione alle procedure transattive in questione”.

Il Giudice amministrativo, pertanto, allo stato non… Continua a leggere

Con Ordinanza n. 2050/16, pubblicata il 3 febbraio 2016, le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno deciso in ordine al regolamento preventivo di giurisdizione che era stato proposto nell’ambito di un giudizio pendente presso il TAR di Roma contro il Ministero della Salute.

Le Sezioni Unite hanno così chiarito quale sia il giudice al quale i danneggiati possono e potranno rivolgersi per contestare la legittimità di un provvedimento di esclusione dalle transazioni e/o l’illegittimità delle norme sulla base delle quali tale provvedimento è stato adottato.

Le impugnazioni avverso il decreto moduli, ovvero il provvedimento che nel 2012 ha introdotto i c.d. “paletti” di accesso alle transazioni (decreto ministeriale 4 maggio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13-7-2012 “Definizione dei moduli transattivi in applicazione dell’articolo 5 del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 28 aprile 2009, n. 132”), nonché quelle contro i provvedimenti di esclusione dalle transazioni medesime, devono essere proposte, in base all’Ordinanza delle Sezioni Unite, avanti al giudice amministrativo, in quanto, a parere delle stesse, la disciplina sulla base della quale il Ministero della salute si è “dato le regole” sulle transazioni non… Continua a leggere

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