Blog dell'Avvocato
Sabrina Cestari
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articoli anno 2018

avviso

 

 

varie

Con quattro sentenze (nn. 12564/2018, 12565/2018, 12566/2018 e 12567/2018) le Sezioni Unite hanno individuato e delineato la portata compensatio lucri cum damno, rispondendo all’interrogativo se e a quali condizioni, nella determinazione del risarcimento del danno da fatto illecito, accanto alla poste negative si debbano considerare le poste positive che, successivamente al fatto illecito, si presentano nel patrimonio del danneggiato.

L’esistenza dell’istituto della compensatio non è controversa nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, trovando il proprio fondamento nel concetto di danno risarcibile quale risultato di una valutazione globale degli effetti dell’atto dannoso.

Se tale atto porta, accanto al danno, un vantaggio, quest’ultimo deve essere calcolato in diminuzione dell’entità del risarcimento: infatti, il danno non deve essere fonte di lucro e la misura del risarcimento non deve superare quella dell’interesse leso o condurre, comunque, a un arricchimento ingiustificato del danneggiato.

Controversi prima delle quattro sentenze erano invece la portata e l’ambito di operatività dell’istituto, ossia i limiti entro i quali la compensatio può trovare applicazione, soprattutto là dove il vantaggio acquisito al patrimonio del danneggiato in connessione con il fatto illecito derivi da un titolo diverso e vi siano due soggetti obbligati al risarcimento sulla base di fonti differenti.

Restano fuori dai… Continua a leggere

Con sentenza n. 2337/2018, depositata oggi , 31 gennaio 2018, la Corte di Cassazione, in una controversia patrocinata dai sottoscritti Legali, Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro, ha confermato la sentenza n. 1507/2015 con la quale la Corte di appello di Milano aveva rigettato l’impugnazione della pronuncia n. 5801/2012 del Tribunale di Milano, condannando il Ministero della salute a risarcire tre contagiati a seguito di trasfusioni infette subite, rispettivamente, nel 1968, nel 1983 e nel 1985/86, liquidando importi, in linea capitale, pari a un milione e 290 mila euro.

I giudici di legittimità hanno evidenziato che vi sono stati orientamenti contrastanti circa l’individuazione della “data di conoscenza dell’epatite B”, data a decorrere dalla quale, secondo quanto statuito dalle Sezioni Unite con sentenza n. 581/2008, “sussiste la responsabilità del Ministero della salute” per contagi da sangue infetto.

Secondo la Cassazione “l’orientamento prevalente ha ritenuto che la data di conoscenza del rischio di contagio dell’epatite B era risalente ad epoca precedente all’anno 1978”, indirizzo che ha trovato conferma nella pronuncia n. 17084/2017 della Suprema Corte, nella quale si afferma che “in caso di patologie contratte a seguito di emotrasfusioni o di somministrazione di emoderivati, il rapporto eziologico tra la somministrazione del… Continua a leggere

Lo Studio Legale, oggi, 18 gennaio 2018, sarà chiuso per l’intera giornata, per commemorare il primo anniversario della morte di mio marito, Iacono Carmelo, avvenuta prematuramente lo scorso anno, il 18 gennaio 2017.

Agrigento, 18/01/2018

Avvocato Sabrina Cestari

Ad un anno esatto dalla morte di mio marito, oggi 18 gennaio, i suoi Colleghi, i miei Colleghi, la mia Famiglia, i nostri Amici e la sottoscritta hanno deciso di commemorarlo con una messa, mentre domenica 21 gennaio lo faremo attraverso la preghiera buddista, chi fosse interessato a partecipare all‘una, all’altra cerimonia religiosa o ad entrambe, mi può contattare in privato, via sms o via mail.

Agrigento, 18/01/2018

Sabrina Amalia Lucia Cestari in Iacono

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Pubblico, in calce, il comunicato stampa del Presidente dell’Associazione thalassemici di Agrigento (della quale sono stata il Legale dal gennaio 2004 al settembre 2016) relativo al progetto riguardante la donazione degli organi, dei tessuti e del sangue.

Agrigento, 13/012/2017

Avvocato Sabrina Cestari

 

“Comunicato Stampa

La FASTED Agrigento ONLUS ha organizzato il progetto “Doni_AMO”, con noi sarà presente l’ADAS di Agrigento.
Sabato 16 Dicembre in Piazza Cavour ad Agrigento alle ore 9.30 prenderà il via il progetto “Doni_AMO”, ovvero una mattinata dedicata all’informazione sulla donazione degli Organi e Tessuti quindi il Sangue essendo esso un tessuto, parlando anche di talassemia.
Nello stand informativo un gruppo di volontari, che fornirà spiegazioni e chiarimenti in merito, nel frattempo ci sarà la consueta RACCOLTA FONDI organizzata a carattere Regionale dalla FASTED SICILIA con i prodotti natalizi della Condorelli.
Sarà presente, quindi, l’autoemoteca dell’ADAS che ospiterà chi vorrà e potrà effettuare la donazione del Prezioso liquido, il Sangue.
Donare sangue è una scelta di solidarietà, essere un donatore di sangue abituale facilita il lavoro dei servizi trasfusionali degli ospedali, permette una maggiore programmazione, con le donazioni periodiche e regolari, infine, il donatore di sangue ha la garanzia di un controllo costante del proprio stato… Continua a leggere

Il 21 novembre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 272, Serie Generale, il Decreto del Ministero della salute 17 ottobre 2017, n. 166 , rubricato Regolamento concernente l’indennizzo a soggetti affetti da sindrome da talidomide, in attuazione dell’articolo 21-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160”.

Il provvedimento entrerà in vigore il 6 dicembre 2017, ovvero 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Commenteremo il provvedimento nei prossimi giorni, una volta che lo avremo esaminato.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Con il comunicato n. 102 del 17/10/2017 il Dicastero della Salute ha reso noto che il Ministro ha firmato il regolamento che dà attuazione a quanto previsto dall’articolo del d.l. n. 113/2016, convertito, con modificazioni, dalla l. n.160/2016, che ha integrato la normativa in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide.
L’indennizzo riconosciuto inizialmente solo ai nati dal 1959 al 1965 è stato, infatti, esteso con la legge succitata anche ai nati nel 1958 e nel 1966, nonché ai soggetti che, ancorché nati al di fuori del periodo 1958-1966, presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide.
L’emanazione del Regolamento di attuazione è il presupposto necessario per l’applicazione di quanto statuito nell’articolo 21ter della legge, sarà possibile, quindi, per gli aventi diritto, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, presentare le istanze per ottenere l’indennizzo.
Il Ministero nel proprio comunicato informa che la pubblicazione del Regolamento avverrà a breve.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Sentenza della Corte Giustizia UE sez. II C-621/15

Il fatto dal quale trae origine il caso di specie si svolge in Francia ed è il seguente:

Ai fini della vaccinazione contro l’epatite B, al sig. x veniva somministrato un vaccino prodotto dalla casa farmaceutica J, successivamente egli manifestava vari disturbi, che conducevano ad una diagnosi di sclerosi multipla e poi al decesso. I famigliari presentavano ricorso contro la società produttrice del vaccino per ottenere una condanna al risarcimento del danno. A sostegno della loro domanda facevano valere che la concomitanza tra la vaccinazione e la comparsa della sclerosi multipla, nonché la mancanza di precedenti personali e familiari del sig. x relativamente a tale patologia, erano tali da far sorgere presunzioni gravi, precise e concordanti quanto all’esistenza di un difetto del vaccino e di un nesso di causalità tra l’inoculazione di quest’ultimo e l’insorgenza della suddetta patologia. Il ricorso veniva accolto, la sentenza veniva, però, successivamente riformata dalla Corte d’appello, che affermava che gli elementi dedotti dai ricorrenti erano idonei a far sorgere presunzioni gravi, precise e concordanti quanto all’esistenza di un nesso di causalità tra l’inoculazione del vaccino e l’insorgenza della malattia, ma non quanto all’esistenza di un difetto di… Continua a leggere

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Bergamo, con ordinanza n. 45 del 2017, pubblicata sulla G.U. del 05/04/2017 n. 14, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21-ter, comma 1, del decreto-legge n. 113/2016 (convertito in legge n. 160/2016) nella parte in cui ha riconosciuto l’indennizzo di cui all’art. 2, comma 363, della legge n. 244/2007 anche ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia «nati nell’anno 1958 e nell’anno 1966», ma solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (21 agosto 2016), diversamente da quanto accade per i nati tra il 1959 ed il 1965, a cui spetta, secondo il regolamento di esecuzione dell’art. 2, comma 363, legge n. 244/2007, «dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244» ovvero dal 1° gennaio 2008.

Invero, con il decreto legge n. 113/2016 il Legislatore, ha preso atto del fatto che farmaci contenenti il principio attivo del talidomide sono stati somministrati sia prima del 1959 che dopo il 1965 ed ha sanato la situazione di disuguaglianza che si era creata tra le vittime degli effetti collaterali di tale farmaco. Tuttavia,… Continua a leggere

 TAR Molise sentenza del 18/05/2017

Nel caso oggetto della sentenza qui commentata veniva impugnato, dinanzi al Tar, un provvedimento del Comune che aveva annullato, d’ufficio in autotuela, il provvedimento con il quale il Commissario ad acta, precedentemente nominato con sentenza dal Tar, aveva rilasciato al ricorrente un permesso a costruire.

A fondamento del ricorso veniva dedotta la carenza del potere, in capo al Comune, di annullare in autotuela provvedimenti adottati dal Commissario ad acta per porre rimedio all’inerzia nel provvedere della stessa Amministrazione, contestando, nel merito, anche i pretesi vizi di legittimità allegati dal Comune nel provvedimento di annullamento impugnato, nonché, in generale, la sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 21 nonies della legge numero 241 del 1990 per il ricorso al potere di annullamento d’ufficio.

Si costituiva in giudizio il Comune contestando la fondatezza dei motivi di censura e concludendo per la loro reiezione.

Interveniva, altresì, in causa il Commissario ad acta per sostenere le ragioni del ricorrente.

Il Tar giudicava il ricorso fondato, affermando che, in particolare, meritava di essere condiviso il primo motivo di censura con il quale il ricorrente aveva dedotto la carenza di potere in capo al Comune, laddove aveva inteso annullare in autotutela un… Continua a leggere

Riporto, affinchè rimanga sul mio sito, l’articolo pubblicato, dopo il decesso del mio consorte, dalla Fondazione Giambrone, che ringrazio pubblicamente per le condoglianze, precisando che proprio dal giorno della sua prematura morte non rivesto più, per mia volontà, come comunicato illo tempore al Presidente, la veste di Legale della stessa Associazione, così come, da settembre dello scorso anno, non rivesto più, sempre per mia volontà, la qualità di Legale dell’Associazione Thalassemici di Agrigento. Le ragioni di tale scelta sono di carattere personale, ma non l’avrei comunque compiuta se, dopo 10 anni di “servizio”, non avessi prima portato a termine gli obiettivi ed i “compiti” che mi ero prefissa per tutelare il bene dei tanti Thalassemici/Drepanocitici danneggiati dal sangue infetto, orbene, a livello associativo i miei “incarichi” relativi a questo aspetto sono assolti, continuerò la mia attività in favore dei miei clienti sino al termine dei singoli percorsi transattivi e/o giudiziari, sia in questo campo che in quelli connessi o non connessi.

Avvocato Sabrina Cestari

Agrigento, 21/05/2017

“Addio Carmelo non ti dimenticheremo
31 gennaio 2017

Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giambrone partecipano con cordoglio al grave lutto che ha colpito l’Avvocato Sabrina Cestari, Legale della Fondazione, per… Continua a leggere

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2017 la determina n. 500/2017 dell’A.I.F.A. (Agenzia Italiana del Farmaco), avente ad oggetto la “Ridefinizione dei criteri di trattamento per la terapia dell’Epatite”.
I criteri aggiornati per l’ammissione alle nuove terapie, previsti dall’articolo 1 della determina, sono i seguenti:
criterio 1: pazienti con cirrosi in classe di Child A o B e/o con HCC con risposta completa a terapie resettive chirurgiche o loco-regionali non candidabili a trapianto epatico nei quali la malattia epatica sia determinante per la prognosi;
criterio 2: epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione;
criterio 3: epatite cronica con gravi manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate (sindrome crioglobulinemica con danno d’organo, sindromi linfoproliferative a cellule B, insufficienza renale);
criterio 4: epatite cronica con fibrosi METAVIR F3 (o corrispondente Ishak);
criterio 5: in lista per trapianto di fegato con cirrosi MELD <25 e/o con HCC all’interno dei criteri di Milano con la possibilità di una attesa in lista di almeno due mesi;
criterio 6: epatite cronica dopo trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione;
criterio 7: epatite cronica… Continua a leggere

Come ogni anno l’Agenzia delle entrate pubblica la guida alle agevolazioni fiscali per i disabili.

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Cassazione civile n. 14346/2016
In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi. Il requisito della “vivenza a carico”, precisa la Cassazione, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile. La nozione di vivenza a carico è definita dal D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, art. 106 (T.U.) nei seguenti termini: “Agli effetti dell’art. 85, la vivenza a carico è provata quando risulti che gli ascendenti si trovino senza mezzi di sussistenza autonomi sufficienti ed al mantenimento di essi concorreva in modo efficiente il defunto”. Secondo la Corte l’espressione “mezzi di sussistenza” con cui il D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, art. 106, definisce lo stato di vivenza a carico richiama l’analoga espressione “mezzi necessari per vivere” di cui all’art. 38 Cost., comma 1 e non i “mezzi adeguati di vita del lavoratore”, di cui al comma 2 e la determinazione, in concreto, della sufficienza dei mezzi di sussistenza è tipico giudizio di fatto demandato al giudice del… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. n. 21529/2016

La questione della quale si è occupata la Suprema Corte è quella riguardante il reddito a cui occorre fare riferimento per la pensione d’ invalidità civile ovvero se lo stesso sia quello “imponibile” e cioè, secondo la formulazione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 3, (TUIR), la base imponibile da assoggettare a tassazione ai fini Irpef, costituita dal reddito complessivo del contribuente al netto degli oneri deducibili indicati nell’art. 10 del TUIR (quali tra gli altri le spese mediche, gli assegni periodici corrisposti al coniuge legalmente separato, i contributi assistenziali e previdenziali), oppure se il reddito di riferimento sia invece quello lordo, comprensivo di tali oneri.
Precedentemente la Corte, con la sentenza n. 4158 del 22 marzo 2001, e più di recente con l’ordinanza n. 11582 del 2015, aveva preferito la prima soluzione, disattendendo la contraria soluzione adottata con l’ordinanza n. 4223 del 2012.
Nella recente sentenza n. 21529/2016 la Suprema Corte afferma che, nell’ambito del sistema previdenziale ed assistenziale, è il Legislatore che, nelle diverse fattispecie, individua quale debba essere il reddito rilevante al fine del diritto ad una determinata prestazione.
Proprio la funzione cui assolve il sistema assistenziale, di sostegno… Continua a leggere

Cassazione civile n. 26181/2016
Secondo il costante orientamento di della Suprema Corte, ribadito nella sentenza de qua, l’accertamento del requisito della “inabilità” (di cui alla L. n. 222 del 1984, art. 8) richiesto ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità ai figli superstiti del lavoratore o del pensionato, deve essere operato secondo un criterio concreto, ossia avendo riguardo al possibile impiego delle eventuali energie lavorative residue in relazione al tipo di infermità e alle generali attitudini del soggetto, in modo da verificare, anche nel caso del mancato raggiungimento di una riduzione del cento per cento dell’astratta capacità di lavoro, la permanenza di una capacità dello stesso di svolgere attività idonee nel quadro dell’art. 36 Cost. e tali da procurare una fonte di guadagno non simbolico. Nel caso di specie la Corte d’Appello, mutuando conclusioni formulate dal consulente tecnico d’ufficio ed estranee all’ambito del giudizio tecnico affidato all’ausiliare, non aveva compiuto alcun accertamento sulle residue capacità lavorative dell’intimato e, dunque, non aveva operato nessuna verifica, in concreto, sulla permanenza o meno di una capacità del soggetto di svolgere un’attività tale da procurargli una fonte di guadagno che non fosse meramente simbolica e nel ritenere che l’interessato fosse totalmente… Continua a leggere

Cassazione civile n. 26791/2016

La Cassazione nella recente sentenza n. 26791/2016 in primis ribadisce il principio secondo il quale “nell’interpretazione del testamento il giudice di merito deve accertare secondo il principio generale di ermeneutica enunciato dall’art. 1362 c.c., applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria, quale sia l’effettiva volontà del testatore, comunque espressa, valutando congiuntamente e in modo coordinato l’elemento letterale e quello logico dell’atto unilaterale, nel rispetto del principio di conservazione”
Tale è il principio che regge, secondo la Suprema Corte, anche la fattispecie che da origine alla sentenza de qua, ovvero la peculiare ipotesi di testamento espresso a mezzo di lettera, lettera che, quindi, può essere ragionevolmente ritenuta espressione non anomala di manifestazione della volontà testamentaria specie quando, come nel caso in esame, a testare era un avvocato, in età avanzata, residente all’estero.
La Cassazione afferma, altresì, che è noto che non vi è alcun rigore formale nel riconoscimento di valore alla sottoscrizione del testamento olografo, anche se non fatta con nome e cognome, purchè (come nell’ipotesi di causa) risulti con certezza la persona del testatore e l’espressione delle di lui volontà testamentaria.
Peranto, la volontà testamentaria può essere validamente dichiarata anche con una lettera purché… Continua a leggere

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