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Sabrina Cestari
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La Cassazione sezione lavoro con la recente sentenza n. 7320/13 del 22/03/2013 ha stabilito che : “Deve …… ritenersi giuridicamente corretto l’orientamento ermeneutico ……….. in base al quale, ai fini dell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per l’assegnazione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti, di cui alla L. n. 118 del 1971, art. 12, assume rilievo non solamente il reddito personale dell’invalido, ma anche quello (eventuale) del coniuge del medesimo, onde il beneficio va negato quando ……….. l’importo di tali redditi, complessivamente considerati, superi il limite determinato con i criteri indicati dalla norma in parola”.
Rilevando che le Associazioni dei disabili ed i Sindacati stanno già chiedendo un intervento legislativo sul punto, segnalo che pubblicherò nei prossimi giorni un articolo dettagliato sulle motivazioni della succitata sentenza, sentenza nella quale la Suprema Corte ha escluso i presupposti di un intervento delle Sezioni Unite, ha dichiarato l’infondatezza della  questione di legittimità costituzionale dell’art. 14 septies, quinto comma, della legge n. 33/1980 in relazione agli articoli 3, 29, 31, 32, 38 della Costituzione ed affermato l’irrilevanza della difforme prassi applicativa adottata in sede amministrativa dall’Inps.

Sabrina Cestari

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