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Sabrina Cestari
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articoli anno 2018
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Con la sentenza n. 2785 del 12/02/2015 la Cassazione civile sez. VI ha chiarito che in applicazione del criterio della cd. compensatio lucri cum damno, la detrazione dall’importo riconosciuto a titolo di risarcimento del danno complessivo riguarda solo le somme già versate dal Ministero a titolo di indennizzo ai sensi della L. n. 210 del 1992 e non quelle che l’Amministrazione sarebbe tenuta ancora a corrispondere a quel titolo ai sensi dell’art. 2. La Suprema Corte ha ritenuto, invero, il motivo prospettato dal Ministero privo di fondamento: “atteso che non si comprende come la Corte (d’Appello) avrebbe potuto applicare il principi della compensatio se non con riferimento con quanto fosse risultato già percetto dal danneggiato e, quindi, da lui effettivamente ottenuto, al momento della sua pronuncia, come in effetti ha fatto. In pratica, a fronte di un danno accertato e liquidato la Corte (d’Appello), ad avviso del Ministero, avrebbe dovuto considerare incidente quanto dovuto a titolo di indennizzo ancorchè sulla base di presupposti non ancora verificati.”
La Cassazione evidenzia in sentenza che la tesi del Ministero comporterebbe che si dovrebbe applicare una compensazione fra una posta risarcitoria effettiva e correlata a danno già liquidato perchè certo e/o verificatosi ed un indennizzo ancora futuro ed incerto.

Con la sentenza n. 1133 del 22/01/2015 la Cassazione civile sez. III ha chiarito un altro punto in tema di compensatio, respingendo una censura del Ministero volta a sottrarre dalla somma dovuta a titolo di risarcimento del danno iure proprio alla vedova ed ai figli di un danneggiato quanto versato in vita per indennizzo al proprio congiunto defunto. La Suprema Corte ha giudicato il motivo prospettato dal Ministero inammissibile per ragioni procedurali ed infondato in punto di diritto: “posto che la somma versata per indennizzo ai sensi della L. n. 210 del 1992, competeva al de cuius in proprio, mentre nella fattispecie gli eredi hanno chiesto il risarcimento del danno iure proprio. Trattandosi di soggetti titolari diversi non appare possibile la compensatio.”

Avvocato Sabrina Cestari

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4 risposte a Risarcimento del danno e compensatio lucri cum damno: due recenti pronunce della Cassazione

  • Sabrina Cestari scrive:

    @ Daniele

    Non pubblico e non posso pubblicare i testi delle sentenze commentate in quanto reperiti attraverso banca dati giuridica a pagamento, quindi coperti dai relativi diritti, non sono a conoscenza di siti che abbiano pubblicato la sentenza da Lei citata, può cercarla presso una biblioteca giuridica. Cordialità. Sabrina Cestari

  • Sabrina Cestari scrive:

    @ giovanni46

    Le avevo risposto il 27 febbraio alla stessa domanda, Le riporto quanto scritto a suo tempo:

    Teoricamente è possibile, nel caso concreto occorre tuttavia valutare diversi elementi prima di instaurare un giudizio, l’entità del danno, la possibilità dello scomputo dell’indennizzo, il fatto che la somma già corrisposta allo stesso titolo dal Ministero può essere tenuta in considerazione in sede giudiziale, valuti quindi la Sua situazione specifica con un Legale prima di decidere. Cordialità. Avv. Cestari

  • Sabrina Cestari scrive:

    @giovanni46

    Non si preoccupi, cordialità. Sabrina Cestari

  • Sabrina Cestari scrive:

    @ anna

    se vuole, senza impegno, mi chiami e ne parliamo, ho bisogno di farle delle domande per risponderLe. Oggi non sarò in Studio, ma mi trova da lunedì al n. 3383815412. Cordialità. Sabrina Cestari

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