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Un danneggiato aveva impugnato in sede di legittimità una pronuncia di appello che negava valore confessorio, ai fini del riconoscimento del nesso causale tra trattamenti trasfusionali ed epatite, al parere dell’ufficio medico-legale del Ministero della Salute, parere sulla base del quale l’Amministrazione aveva accolto il ricorso amministrativo presentato dal medesimo danneggiato avverso il diniego di riconoscimento dell’indennizzo di cui alla L. n. 210 del 1992.

Con ordinanza n. 24523/2018 la Cassazione ha stabilito che, “stante la natura vincolata del provvedimento de quo … se ne deve trarre la conseguenza che la sua adozione ha assunto valore confessorio circa l’esistenza del nesso tra le emotrasfusioni praticate alla S. e la patologia dalla stessa contratta, non potendo qui operare il principio che nega siffatto valore con riferimento a provvedimenti amministrativi discrezionali”.

La sentenza è stata pertanto cassata e la causa rinviata per la decisione sul merito ad altra sezione della Corte di Appello.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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