Avvocato
Sabrina Cestari
.
Patrocinante in Cassazione
.
Via Lauricella, 9
92100 Agrigento AG
tel. 3383815412 – fax 0273967469
.
mail: avvsabrinacestari@libero.it
.
pec: sabrinacestari@avvocatiagrigento.it
.
C.F. CSTSRN64B50D548K
.
P. IVA 02345560847
.
Ordine degli Avvocati di Agrigento

Note: Alcuni documenti pubblicati in questo sito sono in formato PDF. se avete difficoltà a visualizzarli e scaricarli dovete utilizzare Acrobat Reader

avviso

 

 

Alla Direzione generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure del Ministero della Salute, a partire dal 29 luglio 2011, sono state assegnate le competenze degli Uffici VIII e IX della ex Direzione generale della Programmazione sanitaria dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema e, pertanto, anche le competenze in ordine agli indennizzi per danni da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati e relativo contenzioso.
Recapiti: Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 Roma – Telefono: 0659943199 – 3392 –

mail: Segr.DGFDM@sanita.it

 pec: dgfdm@postacert.sanita.it

Gli indennizzi iscritti a ruolo fino al 21 febbraio 2001, nonchè gli indennizzi riconosciuti fino al 21 febbraio 2000, sono pagati con scadenza bimestrale dal Ministero dell’Economia e Finanza – Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del personale e dei servizi (Ufficio V), secondo le modalità di pagamento delle pensioni, ossia mediante apertura di spesa fissa ai sensi degli artt. 5 e 7 del D.P.R. 19.4.1986, n. 138. All’interessato viene inviata una comunicazione di pagamento, denominata Avviso di Pagamento nel quale si comunicano gli importi dovuti, eventuali arretrati e ritenute da applicare al titolare dell’indennizzo. Detto avviso viene inviato ogni bimestre ed ogni volta… Continua a leggere

È convocata per il giorno 24 giugno 2012 l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Associazione Thalassemici di Agrigento.

La prima convocazione è fissata per le ore 08:00.

La seconda convocazione è fissata per le ore 10:00 dello stesso giorno.

L’Assemblea avrà luogo presso la sede dell’Associazione sita in Agrigento, Via Francesco Crispi n. 150.
All’ordine del giorno anche i temi del risarcimento del danno da sangue infetto / iter transattivo e della rivalutazione indennizzo ex lege 210/92.
Sabrina Cestari

Visite: 1669
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Tar Lazio sentenza n. 5178/2012

Con sentenza n. 5178 del 7/06/2012 il Tar del Lazio ha respinto il ricorso con il quale alcuni danneggiati da sangue infetto avevano impugnato il decreto del Ministero della Salute n. 132 del 28/4/2009 pubblicato nella G.U. n. 221 del 23/9/2009, relativo ai criteri per le transazioni da stipulare con soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto.
E’ opportuno premettere che i ricorrenti, nel caso di specie, avevano proposto azioni giudiziarie contro il Ministero della Salute per il risarcimento dei danni patiti per la contrazione di epatite (HBV o HCV) e/o di HIV, a causa di trasfusioni di sangue infetto, avvenute in occasione di interventi chirurgici o per terapia trasfusionale praticata al fine di curare la patologia di base (talassemia, talassodrepanocitosi, drepanocitosi, altra forma di emoglobinopatia). Lo Stato, a seguito di varie sentenze di condanna, aveva emanato provvedimenti volti ad eliminare il contenzioso in parola: l’art. 33 del D.L. n. 159/2007 (convertito in L. 222/007) e l’art. 2, commi 361 e 362, della L. n. 244/2007 (legge finanziaria 2008).Tali provvedimenti avevano previsto stanziamenti di bilancio destinati alla stipulazione, secondo un programma pluriennale, di transazioni con “soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o affetti da anemie… Continua a leggere

Su autorizzazione dei Colleghi Giueppe Collerone e Filippo Calà, che ringrazio, pubblico la sentenza n.  5178/2012 del Tar Lazio, ringrazio, altresì, il CVSI e Aster per la segnalazione.

Sabrina Cestari

Visite: 2021
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Tribunale di Milano sentenza n. 5801/2012: il Ministero della Salute condannato per danni da HCV conseguenti ad una trasfusione eseguita nel 1968
Con la sentenza n. 5801/2012 del 17 maggio 2012 il Tribunale di Milano ha condannato il Ministero della Salute a risarcire tre danneggiati da epatite (HCV) post trasfusionale.
La sentenza merita di essere evidenziata in quanto condanna il Ministero della Salute al risarcimento del danno anche in relazione ad una trasfusione eseguita nel 1968.
Invero, il Ministero della Salute continua a sostenere la tesi secondo la quale la responsabilità per i contagi potrebbe decorrere al massimo dal 1978, data nella quale colloca la conoscenza dell’epatite B, escludendo qualsiasi responsabilità per i contagi precedenti.
Si evidenzia a tal riguardo, che anche la Corte d’Appello di Milano ha recentemente, con sentenza n. 507 del 31 gennaio 2012, smentito la tesi ministeriale con riferimento ad una trasfusione praticata nel 1975.
Come ben sottolineato nella sentenza di merito qui commentata, le Sezioni Unite della Cassazione, con le note sentenze del gennaio 2008, hanno posto in rilievo che gli obblighi del Ministero della Salute di prevenzione, programmazione, vigilanza e controllo in materia di sangue ed emoderivati, derivano da una pluralità di fonti normative:… Continua a leggere

Nella tabella disponibile alla pagina materiali del sito, sono riepilogati, per l’anno 2012, gli importi dei benefici economici a favore degli invalidi civili ed i corrispondenti limiti di reddito ai fini di ogni singola provvidenza.
Sabrina Cestari

Visite: 1983
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Volentieri pubblico il comunicato dell’Associazione Thalassemici di Agrigento in occasione della giornata di mobilitazione regionale proclamata per il 29 maggio prossimo.
Sabrina Cestari

Comunicato

L’Associazione Thalassemici di Agrigento aderisce alla giornata regionale di mobilitazione generale dei Thalassemici e Drepanocitici proclamata per giorno 29 maggio 2012 dalla Lega Italiana per la Lotta contro le Emopatie ed i Tumori dell’Infanzia. L’iniziativa è volta a stigmatizzare le gravi carenze che, purtroppo, si registriamo nell’assistenza sanitaria erogata dai Centri di Thalassemia, carenze legate tra l’altro alla mancanza di personale e di autonomia organizzativa e funzionale dei Centri stessi. Tali problematiche non sono state affatto risolte dal decreto di riorganizzazione della Rete Regionale dei Centri di Thalassemia, emanato lo scorso 20 gennaio, per altro, dopo una lunga attesa. Nel decreto succitato, infatti, non sono previsti né l’autonomia dei Centri, né l’adeguamento del personale. Ad aggravare questo scenario la decisione della Regione di cancellare del tutto i capitoli di spesa per i contributi alle Associazioni e per la ricerca scientifica a causa delle difficoltà di bilancio. In occasione della giornata di mobilitazione, in segno di protesta, i pazienti Thalassemici rifiuteranno le trasfusioni programmate ed al contempo verrà effettuato un sit in all’ingresso dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. n. 6753 del 04 maggio 2012

Nel caso di specie il Tribunale rigettava la domanda del ricorrente volta ad ottenere la pensione d’inabilità civile per inesistenza del requisito sanitario. La decisione veniva riformata dalla Corte d’appello che, dopo aver disposto il rinnovo della consulenza tecnica d’ufficio, riteneva sussistente l’inabilità del ricorrente e considerando, altresì, provato il requisito reddituale, condannava l’INPS alla corresponsione della pensione d’inabilità.

L’INPS ricorreva in Cassazione denunciando la violazione delle norme sull’onere di produzione delle prove, in quanto la Corte d’appello aveva fondato la sussistenza del requisito reddituale su documenti prodotti per la prima volta in appello e lamentando, altresì, che la sentenza impugnata non aveva fornito alcuna motivazione in ordine all’idoneità dei documenti prodotti in primo grado ed all’ammissione ex officio dei nuovi documenti.

In primis la Suprema Corte, nella sentenza qui commentata, evidenzia che l’acquisizione d’ufficio della documentazione relativa al requisito reddituale, avvenuta in appello, costituisce esplicazione dell’esercizio dei poteri officiosi di cui agli artt. 421 e 437 c.p.c., di cui, peraltro, il giudice di merito aveva fornito adeguata giustificazione nella sentenza impugnata, avendo esplicitamente ritenuto che da tale documentazione risultavano dimostrati i redditi del ricorrente e del coniuge.

La Cassazione… Continua a leggere

In considerazione dei diversi interventi normativi che hanno interessato il Testo Unico sulle Spese di Giustizia ed in particolare dei dubbi interpretativi sollevati da diversi Uffici Giudiziari, il Ministero della Giustizia, al fine di rendere i necessari chiarimenti, ha diramato una nota (circolare n. 10 11 maggio 2012) avente ad oggetto: “contributo unificato – disposizioni introdotte con l’art 37 del D.L. 6 luglio 2011 n. 98 convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111 ed art. 28 legge n. 183 del 12 novembre 2011”.

La suddetta circolare riguarda, tra l’altro, le controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie in relazione:
– alla determinazione del valore;
– ai limiti di esenzione;
– al ricorso per decreto ingiuntivo ed all’opposizione a decreto ingiuntivo;
– al contributo in relazione al giudizio instaurato dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
La nota de qua chiarisce in particolare che:

1. non è dovuto l’anticipo di 8 euro di cui all’articolo 30 Testo Unico Spese di Giustizia;
2. il reddito per l’esenzione è dato dalla somma dei redditi di ogni componente della famiglia compreso l’istante perché “il richiamo all’articolo 76 DPR 115/02 deve intendersi nella sua interezza”;
3. sono soggetti al pagamento del contributo… Continua a leggere

Corte di Cassazione, sez. lav, sentenza n. 6742 del 4 maggio 2012.

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione la dipendente di un istituto di credito, a seguito del parto, aveva usufruito del congedo parentale previsto dall’art. 32 del d.lgs. n. 151 del 2001 ed il congedo era stato goduto dalla stessa in modo frazionato: dal lunedì al giovedì con rientro al lavoro il venerdì ovvero in altro giorno precedente una festività. L’istituto di credito aveva conteggiato, quali giorni lavorativi, solo il venerdì o i giorni lavorati prefestivi, ricomprendendo così nel periodo di congedo i giorni del sabato e della domenica ovvero le festività infrasettimanali successive al giorno lavorativi. Secondo la lavoratrice, così facendo, il datore di lavoro aveva ingiustamente sottratto almeno due giorni di congedo parentale per ciascuna settimana. Pertanto, la stessa aveva presentato ricorso ed ottenuto con sentenza dal Tribunale di Verona il ricalcolo delle giornate di congedo parentale ed il pagamento delle differenze retributive. La decisione di primo grado era stata confermata dalla Corte d’appello e l’istituto di credito aveva presentato ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte, nella sentenza qui commentata, evidenzia in primis che, nel caso di specie non è controverso il diritto della lavoratrice di… Continua a leggere

Alla luce delle informazioni che gli stessi funzionari del Ministero della Salute hanno fornito in questi giorni, telefonicamente, a singoli danneggiati ed alle Associazioni in ordine alla firma da parte del Prof. Monti, in qualità di Ministro dell’Economia e Finanze, del c.d. decreto moduli, la Fondazione Giambrone chiede, con nota odierna, un incontro ufficiale finalizzato in primis a conoscere i contenuti del decreto.

Sabrina Cestari

Visite: 1944
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Cassazione civile sez. lav. n. 6857/2012 depositata il 07 maggio 2012.

Il caso trae origine dalle domande proposte dagli ex dipendenti di una società, al fine di ottenere le differenze del trattamento di fine rapporto derivanti dall’inclusione, nella relativa base di calcolo, dei contributi accreditati dall’azienda sul conto di previdenza individuale integrativo acceso in favore degli stessi in attuazione dell’accordo aziendale.

Avanti la Corte d’appello di Roma le parti iniziavano la discussione orale ma, a fronte delle questioni pregiudiziali sollevate in udienza, la Corte disponeva un rinvio ad una successiva udienza di discussione, concedendo un breve termine per memorie.

Nella successiva udienza la Corte, in una composizione diversa rispetto a quella dell’udienza precedente, pronunciava il dispositivo.

I dipendenti ricorrevano in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma denunciando, tra l’altro, la nullità della sentenza stessa per violazione del principio d’immodificabilità del collegio giudicante.

Nella sentenza qui commentata la Suprema Corte osserva che i collegi delle Corti d’appello, dovendo procedere alla trattazione della causa in composizione collegiale anche in fase istruttoria, sono soggetti al principio dell’immutabilità del collegio, il quale, però, in quanto inteso unicamente ad assicurare che i giudici che pronunciano la sentenza siano gli stessi che hanno… Continua a leggere

Come ben sanno coloro che conoscono la Collega ed amica Paola Perrone i riflettori non le appartengono e, pertanto, non pubblica mai notizie attinenti al suo lavoro, anche quando le stesse, come è avvenuto nel passato meriterebbero il giusto rilievo. Tuttavia, lei stessa in questo caso ritiene che la notizia debba avere la doverosa pubblicità. Si tratta di due sentenze della Corte d’Appello di Lecce relative al risarcimento danni da sangue infetto, che rigettano per prescrizione le domande dei danneggiati, le cui condizioni di salute, per altro, sono gravi e condannano, altresì, gli stessi, come purtroppo avviene sempre più spesso negli ultimi tempi, in maniera “esemplare”, per usare le esatte parole della Collega, alle spese legali in favore del Ministero della Salute. L’Avvocatura, come se non bastasse, ha immediatamente notificato le suddette sentenze.
Fatta questa premessa riporto volentieri integralmente, per volontà della Collega, la mail che la stessa ha inviato all’Avvocatura distrettuale dello Stato:

“Assumendomi le responsabilità e le conseguenze del mio odierno scritto, che spero siano davvero feroci nei miei confronti, vorrei solo porre all’attenzione dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Lecce, che ancora oggi mi pregio di avere assunto la difesa di quei ragazzi ammalati e che ogni giorno… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. sentenza n. 6646/2012 del 2/05/2012

La Corte d’appello di Catania, nel caso che ha dato origine alla sentenza qui commentata, aveva rigettato la domanda di pensione di inabilità civile proposta dal ricorrente nei confronti dell’Inps e del Mef, ritenendo non provata la sussistenza del requisito reddituale.
Invero, l’onere della prova in ordine al possesso del requisito reddituale, che integra al pari del requisito sanitario e di quello dell’incollocazione al lavoro uno degli elementi della fattispecie costitutiva del diritto alla pensione d’inabilità civile (come pure all’assegno mensile di assistenza), grava sulla parte che agisce per ottenerne il riconoscimento del diritto (v. Cass. sez. un. n. 5167/2003 e successive sentenze conformi della sezione lavoro). Tuttavia, osserva la Suprema Corte, l’inottemperanza a tale onere comporta la soccombenza della parte, che ne sia gravata, soltanto se il possesso dello stesso requisito reddituale non risulti dalle prove comunque acquisite al processo, in quanto i principi generali sul riparto dell’onere probatorio debbono essere coordinati con il principio di acquisizione, che trova positivo riscontro in alcune disposizioni del codice di rito (ad esempio l’art. 245 c.p.c., comma 2), nonchè pregnante fondamento nella costituzionalizzazione (art. 111 Cost.) del principio del giusto processo (v. Cass.… Continua a leggere

La Fondazione L. Giambrone e il CVSI scrivono una nota congiunta al Ministero della Salute in relazione alla riunione, ad “inviti limitati”, svoltasi nei giorni scorsi presso il Dicastero.

Sabrina Cestari

Visite: 1490
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza n. 5572/2012

Il caso dal quale trae origine la recente sentenza n. 5572/2012 del 6/04/2012 delle Sezioni Unite concerne il ricorso proposto da una lavoratrice madre al fine del riconoscimento del diritto all’indennità di maternità. Il Tribunale di Roma respingeva in primo grado la domanda della ricorrente in accoglimento dell’eccezione di prescrizione sollevata dall’Inps. Il diritto all’indennità in parola veniva, altresì, negato dalla Corte di Appello di Roma che, in riferimento alla domanda inoltrata dalla lavoratrice, seguita dal ricorso amministrativo e dall’azione giudiziaria, affermava esser maturata la prescrizione annuale ex lege n. 138/1943. L’inizio della decorrenza del termine breve annuale, secondo la Corte d’Appello, doveva farsi coincidere, infatti, con il giorno in cui si erano perfezionati i requisiti costitutivi del diritto, in particolare la prescrizione nel caso di specie, era maturata, atteso che era decorso il termine annuale prima della proposizione del ricorso amministrativo, mentre il provvedimento amministrativo di rigetto della richiesta non poteva in alcun modo ritenersi interruttivo del corso della prescrizione.

 
La lavoratrice proponeva ricorso in Cassazione e la sezione lavoro rimetteva la causa al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite, ravvisando nel caso di specie un contrasto di giurisprudenza.

 … Continua a leggere

L’ANCE, l’ANISA e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro avevano richiesto un parere alla Direzione Generale per l’Attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in ordine alla possibile estensione, in favore delle imprese che usufruiscono dei benefici di cui alla CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) in deroga, della sospensione degli obblighi occupazionali nei confronti dei lavoratori disabili prevista dall’art. 3 comma 5 della legge n. 68/1999.

La Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali con la risposta all’interpello n. 10/2012 del 10 aprile 2012 ha ritenuto possibile l’estensione in parola nei casi di CIGS in deroga.
Ricordiamo che l’art. 3 comma 5 della legge n. 68/1999 stabilisce una deroga all’obbligo di assunzione a favore di:

– imprese che versino in situazioni di crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione, intese queste ultime quali causali per la concessione dei benefici di cui alla CIGS (artt. 1 e 3, legge n. 223/1991);
– imprese che abbiano stipulato contratti di solidarietà difensivi ex art. 1 della legge n. 863/1984;
– imprese che abbiano i requisiti richiesti ai fini dell’attivazione della procedura di mobilità, di cui al combinato disposto degli artt. 4 e 24… Continua a leggere

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione sezione lavoro nella recente sentenza n. 6562/2012 del 27/04/2012 riguarda il risarcimento del danno richiesto dagli eredi per l’invalidità permanente sofferta dal loro congiunto, operatore sanitario, a causa della contrazione del virus dell’epatite C, avvenuta in occasione dello svolgimento del servizio.
Il Giudice di prime cure aveva ritenuto che l’adozione di adeguati strumenti precauzionali per la prevenzione della già nota epatite B avrebbe impedito anche la trasmissione della non conosciuta epatite C, secondo l’ordinario criterio della colpa: ogni volta che il danno può essere prevenuto ed evitato, con giudizio ex ante fondato sulla prevedibilità dello stesso
La Corte d’appello di Napoli aveva, invece, riformato la sentenza di primo grado e rigettato la domanda risarcitoria proposta nei confronti degli enti convenuti (Università e Azienda Ospedaliera ove il de cuius aveva prestato servizio), stante la mancanza del nesso causale tra il comportamento omissivo ed il danno. Secondo la Corte d’Appello, infatti, le infezioni da virus HIV, HCV e HBV costituiscono tre differenti eventi lesivi, per cui la responsabilità civile va accertata con riferimento ad ognuno dei singoli virus ed alla prevedibilità di ognuno di essi.
I virus HIV e HCV sono stati scoperti successivamente rispetto… Continua a leggere

Al fine di evidenziare alle Commissioni competenti ed alle Direzioni Regionali Inps la necessarietà dell’equiparazione tra soggetti affetti da Drepanocitosi (Anemia falciforme) e soggetti affetti da Thalassemia, anche in sede di concessione o revisione dei benefici assistenziali previsti dalle normative vigenti (valutazione della percentuale d’invalidità, assegno di assistenza, pensione d’inabilità, stato di handicap, indennità di accompagnamento, indennità di frequenza, collocamento obbligatorio, ecc….), la Fondazione Giambrone ha inviato alla Direzione Centrale Pensioni dell’Inps una nota.

Nella lettera, alla quale è allegato il recente parere del Consiglio di Statole (parere n. 04069/2011 del 9/11/2011), si sottolinea che le tutele normative a favore dei Thalassemici, in passato sono state necessariamente estese ai soggetti affetti da Anemia falciforme (Drepanocitosi), patologia genetica rara e poco conosciuta, ma la cui gravità sul piano tecnico-scientifico è indiscussa.

Sabrina Cestari

Visite: 2629
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 107/2012 depositata il 26/04/2012, interviene nuovamente sulla legge 210/92 (indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, della stessa nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo nei confronti di coloro che abbiano subìto lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essersi sottoposti a vaccinazione non obbligatoria ma raccomandata, contro il morbillo, la rosolia e la parotite (MPR vaccino “Morupar”).
La questione di costituzionalità era stata sollevata con ordinanza del 21 dicembre 2010 dal Tribunale ordinario di Ancona in riferimento agli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione
Nella sentenza de qua la Corte, ripercorrendo i principi già espressi in precedenti pronunce, afferma che “…..nella prospettiva di individuare la ratio della provvidenza indennitaria in ogni situazione in cui il singolo abbia esposto a rischio la propria salute per la tutela di un interesse collettivo, si è in seguito affermato che dagli artt. 2 e 32 Cost. deriva l’obbligo, simmetricamente configurato in capo alla stessa collettività, «di condividere, come è possibile, il peso delle eventuali conseguenze negative»… Continua a leggere

L’ Inps, con il messaggio n. 6796 del 19 aprile scorso, comunica che, in base all’art. 20, comma 2, del decreto legge n. 78/2009, come modificato dall’articolo 10, comma 4, del decreto legge n. 78/2010, convertito in legge n. 30 luglio 2010, n. 122, effettuerà, anche per l’anno 2012, in via aggiuntiva all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 250.000 verifiche nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile.
Il piano sarà gestito dall’Istituto attraverso la procedura informatica INVER, secondo le modalità illustrate nella circolare Inps n. 76 del 22 giugno 2010 e comprenderà anche l’accertamento della permanenza dei requisiti previsti dall’art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992 (legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) ovvero la connotazione del carattere di gravità dell’handicap in relazione alla minorazione, singola o plurima.
L’Inps comunica, inoltre, che è stata prevista per l’anno in corso la gestione automatica, prima della scadenza, della convocazione a visita di tutti i titolari di prestazioni economiche di invalidità civile, cecità civile e sordità.
Evidenziamo a tal riguardo che i verbali di invalidità e di handicap possono essere definitivi e non prevedere… Continua a leggere

E’ doveroso fare una premessa al fine di rendere noto il percorso che precede l’ottenimento di questo significativo risultato:

in data 27/07/2010 si svolgeva a Roma presso il Ministero della Salute una riunione tra funzionari del Dicastero e Legali dei danneggiati, avente per oggetto l’esposizione dei c.d. moduli transattivi.

A fine incontro il Dott. Palumbo invitava gli Avvocati presenti ad inviare tempestivamente eventuali osservazioni.

Nel corso della riunione gli Avvocati Filippo Calà, Sabrina Cestari e Dario Cutaia evidenziavano l’ingiustificato inserimento nella categoria dei trasfusi occasionali dei soggetti affetti da altre forme di emoglobinopatia e da anemie ereditarie ed in particolare dei soggetti affetti da Drepanocitosi o Anemia Falciforme.

Tale segnalazione era già stata portata all’attenzione del Ministero nel 2007 in sede di redazione delle leggi istitutive della transazione, dalla Fondazione Giambrone nella persona del Presidente, Dott.ssa Angela Iacono, dall’Avvocato Sabrina Cestari in qualità di Legale della Fondazione e da altri Legali della stessa Fondazione.

Nei giorni seguenti si svolgevano sempre presso il Ministero altre riunioni al fine di un confronto sui c.d. moduli,  alla presenza di altri Legali e delle Associazioni, in quella sede la Dott.ssa Iacono evidenziava nuovamente il problema in parola.

Dopo un proficuo confronto con i… Continua a leggere

Con la recente sentenza n. 5479/2012, depositata il 5/04/202, la Corte di Cassazione sezione lavoro, ha dichiarato infondato un ricorso dell’Inps nel quale l’Istituto sosteneva che il limite di reddito per conseguire il diritto alla pensione di inabilità civile dovesse essere calcolato computando anche il reddito della casa di abitazione principale, in applicazione del combinato disposto dell’art. 14 septies del d.l. 66/1979 (convertito nella legge n. 33/1980) e dell’art. 2 del D.M. n. 553/1992.
La Cassazione ha statuito che, nel caso di specie, le norme specifiche di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge n.118/1971 e dall’art. 26 della legge n. 153/1969, la prima norma rinvia per le condizioni economiche, richieste per la concessione della pensione di inabilità, a quelle stabilite dalla seconda norma per il riconoscimento di pensioni ai cittadini ultrasessanta-cinquenni sprovvisti di reddito, e per queste ultime pensioni dal computo del reddito sono esclusi gli assegni familiari ed il reddito della casa di abitazione. La Suprema Corte ha precisato, altresì, che non può trovare applicazione, contrariamente a quanto affermato dall’Inps, l’art. 2 del D.M. n. 553/1992, secondo il quale nella dichiarazione di cui all’art. 1 debbono essere denunciati, al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali, i… Continua a leggere

La Fondazione Giambrone invierà ogni giorno una lettera ai Ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze.
L’iniziativa si protrarrà sino a quando i seguenti 5 interrogativi non avranno una risposta certa:

1. Quali sono i tempi previsti per l’emanazione del decreto c.d. moduli?
2. Quali sono i criteri scelti per includere o escludere gli istanti dalla transazione?
3. Coloro che saranno esclusi dalla transazione potranno accedere ad altra forma di ristoro?
4. A quanto ammonta attualmente il fondo istituito per le transazioni?
5. Gli arretrati dovuti a titolo di rivalutazione dell’indennità integrativa speciale ex lege 210/92, saranno corrisposti spontaneamente agli aventi diritto e se sì con quale tempistica?

Sabrina Cestari

Visite: 1889
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

La Fondazione Giambrone risponde alla Presidenza del Consiglio ringraziando per la nota di replica alla lettera aperta del 29 febbraio scorso. Nella missiva si evidenzia, tuttavia, che l’adeguamento dell’indennità integrativa speciale ex lege 210/92 costituiva un “atto dovuto” da parte del Ministero della Salute alla luce della nota sentenza della Corte Costituzionale. Si sottolinea, altresì, la mancata corresponsione delle somme dovute a titolo di arretrati e la mancanza di progressi in riferimento all’iter transattivo. La Fondazione conclude auspicando la ripresa della concertazione tra Istituzioni, Associazioni e Legali dei danneggiati e chiedendo la fissazione di un incontro finalizzato a chiarire e risolvere le problematiche evidenziate.
Sabrina Cestari

Visite: 2067
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Il CVSI risponde alla nota di replica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione alla lettera aperta inviata insieme alla Fondazione Giambrone il 29 febbraio scorso. La missiva è indirizzata, altresì, al Ministero dell’Economia e Finanze e al Ministero della Salute, al fine di ottenere un incontro urgente e soprattutto per avere risposte in ordine allo stato del percorso transattivo ed alla corresponsione degli arretrati dovuti agli aventi diritto a titolo di rivalutazione dell’indennità integrativa speciale ex lege 210/92.
Sabrina Cestari

Visite: 7111
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Con la recente sentenza n. 4423 del 20/3/2012 la Cassazione sez. lavoro, come già statuito in precedenza (Cass. n. 8816 del 1992, n. 16363 del 2002, n. 5003 del 2011), conferma che il diritto di cui all’art. 12 della legge 118/1971 (pensione di inabilità a favore degli invalidi civili di età superiore agli anni 18, nei cui confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa) è subordinato alla sussistenza delle condizioni economiche dell’interessato, per la cui determinazione occorre tenere conto anche della posizione reddituale del coniuge.
Secondo la Suprema Corte ciò si desume dal disposto dell’ art. 14 septies, comma 4, della legge n. 33/1980, che elevando i limiti di reddito anteriormente fissati dagli articoli 6, 8 e 10 del decreto legge 30/1971, convertito in legge 16 aprile 1974 n. 114, per le prestazioni di cui ai precedenti commi primo e secondo (tra queste la pensione di inabilità succitata), non contempla l’esclusione, ai fini del calcolo del requisito reddituale dell’invalido, del reddito percepito da altri componenti il suo nucleo familiare. Tale esclusione è espressamente prevista solo dall’art. 11 septies, comma 5 concernente l’assegno mensile in favore dei mutilati e invalidi civili previsto dall’art. 13 legge n.… Continua a leggere

In Sicilia, sono arrivati in data odierna i primi avvisi di pagamento ai beneficiari dell’indennizzo ex lege 210/92 e, come anticipato in un precedente articolo, a seguito della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 11 del d.l. 78/2010, il bimestre è stato integralmente rivalutato, con recupero, altresì, dell’aumento relativo alla precedente bimestralità del 2012 (gennaio/febbraio).
La rivalutazione dell’indennità integrativa speciale riguarda non solo chi aveva ottenuto il riconoscimento del diritto attraverso una sentenza passata in giudicato, indipendentemente dalla statuizione in ordine ai ratei maturandi, ma altresì coloro che non avevano instaurato alcun contenzioso nei confronti del Ministero e coloro che hanno attualmente una causa pendente.
Si ribadisce che per quanto concerne invece gli arretrati, ad oggi, né il Ministero della Salute, né il Mef hanno precisato quando e soprattutto se saranno erogati.

Sabrina Cestari

Visite: 4427
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

In ordine al Rapporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Governo Monti: attività dei primi 100 giorni”, nel quale, a pagina 16, si faceva riferimento ad indennizzi che il Ministero avrebbe promosso a favore dei politrasfusi, la Fondazione Leonardo Giambrone ed il CVSI hanno inviato, come già evidenziato in un precedente articolo, una lettera aperta al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute. In data odierna è giunta alle Associazioni la risposta, la Presidenza precisa che il riferimento contenuto nel Rapporto riguarda l’adeguamento integrale al tasso di inflazione programmato dell’indennizzo ex lege 210/92 a seguito della sentenza della Corte Costituzionale.
Sabrina Cestari

Visite: 5589
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

A partire dal prossimo bimestre (marzo/aprile), a seguito della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 11 del d.l. 78/2010, anche in Sicilia l’indennizzo ex lege 210/92 sarà integralmente rivalutato, con recupero, altresì, dell’aumento relativo alla precedente bimestralità del 2012 (gennaio/febbraio), queste sono le rassicurazioni fornite dal Mef ai beneficiari dell’indennizzo residenti in Regione, non resta che attendere, a giorni, l’arrivo del prossimo avviso di pagamento per verificare gli importi.
Per gli arretrati, ad oggi, né il Ministero della Salute, né il Mef hanno, invece, precisato quando e soprattutto se saranno erogati.
Sabrina Cestari

Visite: 9230
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Il Governo, con il Decreto Legislativo 18 luglio 2011 n. 119 (di seguito denominato Decreto), entrato in vigore l’11 agosto 2011, ha dato attuazione alla delega conferita dall’art. 23 della legge n. 183/2010, con la quale si prevedeva di procedere al riordino della normativa vigente in materia di congedi, aspettative e permessi per l’assistenza alle persone in situazione di disabilità grave.
Con la circolare n. 32 del 6 marzo 2012 l’INPS fornisce istruzioni operative in merito alle disposizioni introdotte dagli articoli 3, 4, e 6 del Decreto.
Il Decreto succitato ha modificato alcune disposizioni del Testo unico sulla maternità e paternità (Decreto Legislativo n. 151/2001), nonché, diverse norme della Legge per l’assistenza alla persone con handicap (Legge 104/1992) in tema di:
– Congedo, riposo e permessi per i genitori di minori portatori di handicap grave
L’articolo 3 del Decreto ha modificato l’articolo 33, comma 1, del Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, mentre l’art. 4 è intervenuto sull’art. 42, comma 2, dello stesso Decreto legislativo.
La precedente disciplina prevedeva per i genitori di minore portatore di handicap grave, il prolungamento del periodo di congedo parentale a 3 anni nei primi otto anni di… Continua a leggere

Con la circolare n. 33 dell’8 marzo 2012, l’Inps fornisce indicazioni in ordine all’applicazione del Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche dello Stato e degli Enti pubblici nazionali, in caso di permanente inidoneità psicofisica.
Il Regolamento succitato, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica del 27 luglio 2011, n. 171 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 245 del 20 ottobre 2011), disciplina la procedura, gli effetti ed il trattamento giuridico ed economico relativi all’accertamento della permanente inidoneità psicofisica dei dipendenti, anche con qualifica dirigenziale, delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e delle università, delle Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ai sensi dell’articolo 55-octies del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad eccezione del personale in regime di diritto pubblico (magistrati, appartenenti alle forze di polizia, alla carriera diplomatica ecc), al quale si applica, invece, la disciplina prevista dai rispettivi ordinamenti.
In particolare il Regolamento definisce i concetti d’inidoneità psicofisica permanente assoluta e d’inidoneità psicofisica relativa: è inidoneità psicofisica permanente assoluta lo stato di colui che a causa d’infermità o difetto fisico o… Continua a leggere

Come già evidenziato in due precedenti articoli, il decreto legge n. 201 del 6/12/2011, coordinato con la legge di conversione n. 214/2011, all’art. 12, ha stabilito una limitazione all’uso del contante per i pagamenti a vario titolo effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni d’importo superiore a 1.000 euro. La norma in parola prevedeva che a decorrere dal 7 marzo 2012 gli stipendi, le pensioni, i compensi comunque corrisposti dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a mille euro dovessero essere erogati attraverso, modalità e strumenti di pagamento telematici di natura bancaria. L’art. 3 comma 3 del decreto legge n. 16 del 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo scorso, “limitatamente alla erogazione di stipendi e pensioni corrisposti da enti e amministrazioni pubbliche, ha differito tale scadenza al 1° maggio 2012”.
Sabrina Cestari

Visite: 3394
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

In ordine al Rapporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Governo Monti: attività dei primi 100 giorni”, nel quale, a pagina 16, si faceva riferimento ad indennizzi che il Ministero avrebbe promosso a favore dei politrasfusi, la Fondazione Leonardo Giambrone ed il CVSI hanno inviato, oggi, una lettera aperta al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute.
Sabrina Cestari

Visite: 1810
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Come già evidenziato in un precedente articolo, il d.l. n. 201 del 6/12/2011, coordinato con la legge di conversione n. 214/2011, all’art. 12 stabilisce una limitazione all’uso del contante per i pagamenti a vario titolo effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni di importo superiore a 1.000 euro.

A tal riguardo l’Inps con messaggio n. 3204 del 23 febbraio scorso precisa che la nuova normativa si applica anche alle prestazioni a sostegno del reddito (indennità di disoccupazione, trattamento di cassa integrazione, indennità di mobilità, ecc.).

Al fine di evitare che i legittimi beneficiari possano subire ritardi o disguidi nella corresponsione delle somme ad essi spettanti, soprattutto con riferimento ai pagamenti già acquisiti dall’Istituto con la modalità del bonifico domiciliato per cassa presso l’ufficio postale, l’Inps comunica di aver raggiunto un accordo operativo con Poste Italiane, che si è impegnata a dar corso ai pagamenti concomitanti con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, con le seguenti modalità:
1) se il beneficiario è già titolare di un rapporto di conto corrente postale o libretto postale nominativo ordinario o INPS Card, potrà richiedere, direttamente allo sportello, il contestuale versamento dell’intero importo spettante sul rapporto di conto in essere;
2) se il beneficiario non è titolare di… Continua a leggere

La legge 17 febbraio 2012, n. 9 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri) è stata pubblicata nella GU n. 42 del 20-2-2012.

Dal 21 febbraio il provvedimento è, quindi, entrato in vigore. Lo stesso prevede, tra l’altro, come già scritto, la riduzione dell’autorizzazione di spesa per un importo pari a 24 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012, per le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie.

Si evidenzia che, il 14 febbraio scorso, in sede di discussione del succitato provvedimento il Governo ha accolto due ordini del giorno, il primo (n. 9/4909/1)presentato da Carmine Santo Patarino, è stato accolto come “raccomandazione” con il seguente contenuto: premesso che i soggetti danneggiati da trasfusioni di sangue infetto non sono stati in alcun modo risarciti, anche a causa di inspiegabili ritardi e rinvii normativi, tale ordine impegna il Governo a valutare l’opportunità di dare corso a quanto già stabilito dallo schema… Continua a leggere

Il 14 febbraio scorso la Camera dei Deputati ha convertito in legge il d.l. 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri.
Nella seduta del 9 febbraio era stato approvato l’articolo unico del disegno di legge di conversione del succitato decreto, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dal Senato in sede di primo passaggio parlamentare.
Sul provvedimento il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Si attende ora solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta.
Il provvedimento prevede, tra l’altro, “la riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, per un importo pari “a 24 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012.”( atto camera n 4909 art. 3 ter comma 7 lettera b), ovvero la riduzione dei fondi previsti “per le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie” che abbiano instaurato azioni di risarcimento danni pendenti al 31/12/2007.
Prima della decurtazione operata attraverso… Continua a leggere

In attesa che vengano risolti i problemi tecnici attualmente presenti sul sito della Fondazione “Leonardo Giambrone”, volentieri pubblico il commento della Dott.ssa Angela Iacono, Presidente della stessa, in ordine alla riunione del 2 febbraio.

Sabrina Cestari

La Fondazione, pur prendendo atto della dichiarata disponibilità del Ministro ad instaurare un tavolo di trattativa con le Associazioni, al fine di risolvere il problema dei tanti soggetti che saranno esclusi dalla transazione in applicazione dei rilievi formulati dall’Avvocatura di Stato e recepiti nell’emanando decreto, non può esimersi dall’evidenziare quanto segue:

in questi anni la Fondazione ha svolto un’opera certosina e costante al fine di addivenire ad una soluzione satisfattiva in ordine alla vicenda degli emodanneggiati, quest’opera ha portato in primis alla emanazione delle leggi del 2007 (nn. 222 e 244) istitutive delle transazioni, successivamente si è estrinsecata nella continua collaborazione con i Ministri, sottosegretari e funzionari, che si sono succeduti al Dicastero della Salute. Lo scorso anno dalla collaborazione proficua tra la Fondazione, altre Associazioni ed il Sottosegretario di Stato con delega alla definizione dell’iter transattivo, Francesca Martini, si era giunti alla presentazione avanti il Consiglio dei Ministri di un decreto legge che attribuiva un “risarcimento” (secondo importi analoghi e coerenti con quelli… Continua a leggere

In data 2/02/2012 la Fondazione Giambrone ed il Comitato Vittime Sangue infetto sono stati ricevuti, insieme alle altre Associazioni che da anni si occupano del problema degli emodanneggiati, dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, l’incontro era stato reiteratamente richiesto sin dall’instaurazione del nuovo Governo, al fine di conoscere le determinazioni assunte dall’Amministrazione in ordine alle transazioni. Il Prof. Balduzzi ha reso noto di aver firmato il c.d. decreto moduli “in quanto atto dovuto”, attualmente il decreto è al Ministero di Economia e Finanze in attesa della firma da parte del Ministro competente. Il testo del decreto non sarà disponibile sino a che l’iter relativo alla sua emanazione non sarà interamente concluso. Il contenuto del decreto è stato sommariamente esposto dai funzionari ministeriali:
il decreto è stato formulato tenendo conto del parere espresso dall’Avvocatura di Stato ovvero saranno esclusi dalla transazione i soggetti il cui diritto “possa essere considerato prescritto”, saranno, altresì, esclusi coloro che hanno subito una trasfusione in epoca anteriore al 1978. In relazione agli importi offerti ai soggetti ammessi alla transazione sarebbe stata operata in primis una distinzione tra le categorie:

– per i soggetti Thalassemici ed Emofilici le cifre proposte sarebbero quelle del decreto del 2003, ovvero… Continua a leggere

L’Onorevole Carmine Patarino e L’Onorevole Benedetto Della Vedova hanno presentato in data 26 gennaio una mozione alla Camera dei Deputati (Prot. n. 1.00829), affinché il Governo si impegni a proseguire, in tempi celeri e certi, l’esame dello schema di Decreto Legge “Recante disposizioni urgenti in materia di indennizzi per danno da trasfusione, somministrazione di emoderivati e vaccinazioni obbligatorie” (DAGL/51671/10.3.1) iniziato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 5 maggio 2011 e successivamente sospeso. Scopo del succitato Decreto è quello di attribuire un indennizzo straordinario ai soggetti che hanno presentato istanza transattiva per i danni subiti da trasfusioni, somministrazione di emoderivati e vaccinazioni obbligatorie. La mozione è il frutto della stretta collaborazione instauratasi da quasi un anno, tra il Comitato Vittime Sangue Infetto, la Fondazione Leonardo Giambrone ed i Legali di riferimento delle stesse.

Testo della Mozione:
PATARINO

La Camera,
premesso che:

l’articolo 41, commi 1 e 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, dispone, rispettivamente, che: Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione; ogni individuo ha diritto al risarcimento da parte della Comunità dei danni cagionati dalle sue… Continua a leggere

Dal 1° gennaio 2012 le Pubbliche Amministrazioni sono tenute all’acquisizione diretta dei dati presso le Amministrazioni certificanti, in alternativa possono richiedere al cittadino la produzione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o dell’atto di notorietà, a prevederlo è l’articolo 15, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012)”, che modifica la disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenuta nel “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445. Secondo il nuovo art. 43 D.P.R. n. 445/2000: “Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato”.Tali disposizioni devono essere osservate dalle Pubbliche Amministrazioni e dai Gestori di pubblici servizi nei rapporti fra loro e in quelli con l’utenza ai sensi dell’articolo 2 del citato… Continua a leggere

Il Collega Filippo Calà, che ringrazio, mi ha autorizzata a rendere nota l’ordinanza ottenuta ieri (6 dicembre 2011) dal Tar del Lazio, avanti al quale nel 2009, insieme all’Avvocato Giuseppe Collerone aveva presentato ricorso al fine di far dichiarare illegittime le disposizioni contenute nell’art. 2 lettera a), nell’ art. 2 n. 2 e nell’ art. 3 del Decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali  n. 132 del 28/04/2009 pubblicato nella GUR n. 221 del 23/09/2009 e conseguentemente determinare  la loro  inapplicabilità  alle transazioni previste dalle leggi n. 222 e n. 244 del 2007.

Con l’ordinanza di ieri il Tar  ha  ritenuto, che ai fini della decisione, sia necessario acquisire il parere della Commissione istituita con d.m. 4.3.2008, nonché una dettagliata relazione in ordine al procedimento seguito per l’emanazione del decreto gravato ed ai criteri elaborati, con particolare riguardo a quanto stabilito nel precedente d.m. 3.11.2003, ed ha onerato il Ministero della Salute a provvedere entro 60 giorni, fissando la prossima udienza a fine marzo 2012.

Poiché le disposizioni del decreto impugnate sono quelle relative all’ascrivibilità tabellare, ai principi generali in materia di prescrizione ed ai trattamenti economici differenziati tra categorie,… Continua a leggere

La Corte Costituzionale si pronuncia dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 13 e comma 14 del d. l. n.78 del 2010, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge n. 122 del 2010.

corte_2011_293.pdf

Sabrina Cestari

Visite: 1730
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

Allego qui di seguito un articolo del Collega Alberto Cappellaro del foro di Milano, con il quale da ormai un anno collaboro nelle pratiche relative al “sangue infetto”, contenente alcune condivisibili considerazioni sui motivi per i quali l’art. 11 co. 13  del decreto legge 78/2010 contrasta con numerose norme della Carta dei diritti dell’ Unione europea.

L’articolo è pubblicato anche sul sito internet di Alberto

Sabrina Cestari

Visite: 1965
se ti e' piaciuto questo articolo condividilo

In relazione alla questione rivalutazione integrale dell’indennizzo ex lege 210/92, come avevo già anticipato, nel mese di giugno dello scorso anno, ai miei assistiti ed alle mie Associazioni di riferimento, si sta verificando in questi giorni, anche in Sicilia, come del resto nelle altre Regioni italiane, l’applicazione della nuova normativa, ovvero delle norme previste dal decreto legge n. 78/2010, entrato in vigore il 31 maggio 2010 e convertito (per quanto qui interessa, senza modificazioni) con l. 30 luglio 2010 n. 122. Con tale decreto il Governo ha inserito nel nostro ordinamento giuridico le seguenti due nuove norme: l’art. 11 comma 13, che così stabilisce: “Il comma 2 dell’art. 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 e successive modificazioni si interpreta nel senso che la somma corrispondente all’importo dell’indennità integrativa speciale non è rivalutata secondo il tasso di inflazione”; e l’art. 11 comma 14, che così dispone: “Fermo restando gli effetti esplicati da sentenze passate in giudicato, per i periodi da esse definiti, a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessa l’efficacia di provvedimenti emanati al fine di rivalutare la somma di cui al comma 13, in forza di un titolo… Continua a leggere

In relazione all’indennità spettante ai lavoratori affetti da Talassemia Major, Drepanocitosi, Talassodrepanocitosi o Talassemia intermedia in trattamento trasfusionale o con idrossiurea, con almeno 10 anni di contribuzione ed almeno 35 anni di età, l’art. 39 legge 448/2001 prevede la corresponsione da parte dell’Inps di una indennità. L’Inps dal 2008 eccepisce in via amministrativa, il divieto di cumulo tra pensione di invalidità civile corrisposta per la stessa patologia e la suddetta indennità, il beneficiario è, quindi, “invitato” a scegliere tra le due prestazioni o a presentare ricorso gerarchico alla Commissione Provinciale, che usualmente respinge per lo stesso motivo. Recentemente il Tribunale di Agrigento con la sentenza n. 648/2011, ha accolto la mia tesi di cumulabilità dei due benefici, preciso che, la stessa non è stata appellata, anzi l’Inps ha in un primo tempo inviato prospetto di pagamento direttamente al cliente, con indicazione dell’ufficio postale competente al pagamento dell’indennità in parola, comprensivo di arretrati e rateo mensile maturando e successivamente ha liquidato le somme dovute, preciso, altresì, per mero tuziorismo, che attualmente la pensione di invalidità del mio assistito è sospesa per superamento del limite reddituale, naturalmente era in pagamento quando abbiamo instaurato il giudizio, e presentato il ricorso gerarchico,… Continua a leggere