Le competenze ministeriali in ordine all’indennizzo ex lege 210/92 e i relativi recapiti (indirizzo, telefono, fax, pec, mail) – Invio semestrale dell’ autocertificazione esistenza in vita al Mef (modulo)

Alla Direzione generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure del Ministero della Salute, a partire dal 29 luglio 2011, sono state assegnate le competenze degli Uffici VIII e IX della ex Direzione generale della Programmazione sanitaria dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema e, pertanto, anche le competenze in ordine agli indennizzi per danni da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati e relativo contenzioso.
Recapiti: Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 Roma – Telefono: 0659943199 – 3392 –

mail: Segr.DGFDM@sanita.it

 pec: dgfdm@postacert.sanita.it

Gli indennizzi iscritti a ruolo fino al 21 febbraio 2001, nonchè gli indennizzi riconosciuti fino al 21 febbraio 2000, sono pagati con scadenza bimestrale dal Ministero dell’Economia e Finanza – Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del personale e dei servizi (Ufficio V), secondo le modalità di pagamento delle pensioni, ossia mediante apertura di spesa fissa ai sensi degli artt. 5 e 7 del D.P.R. 19.4.1986, n. 138. All’interessato viene inviata una comunicazione di pagamento, denominata Avviso di Pagamento nel quale si comunicano gli importi dovuti, eventuali arretrati e ritenute da applicare al titolare dell’indennizzo. Detto avviso viene inviato ogni bimestre ed ogni volta che si emette un nuovo pagamento.
Recapiti: Via Casilina, 3 Roma (00182) – Tel. centr. 06.476111 – Segreteria: Tel. 06.4761.5510 – 06.70.28.313 – Fax 06.70.27.277 –

Mail: uff5dcst.dag@tesoro.it
Pec:dcst.dag@pec.mef.gov.it

Autocertificazione dell’esistenza in vita

L’invio semestrale al Ministero dell´Economia e Finanze – Dipartimento dell´Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro, dell’autocertificazione dell’esistenza in vita, può essere effettuato, via fax, al seguente numero: 0647611385 oppure, via posta (raccomandata a/r), al seguente indirizzo: Via Casilina, 3, 00182 Roma.
All’autocertificazione deve essere allegata copia di un documento di identità in corso di validità.
Modulo per l’autocertificazione.

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15 risposte a Le competenze ministeriali in ordine all’indennizzo ex lege 210/92 e i relativi recapiti (indirizzo, telefono, fax, pec, mail) – Invio semestrale dell’ autocertificazione esistenza in vita al Mef (modulo)

  1. Mirko scrive:

    Buona sera, volevo sapere in che problemi incorro. Datto che io non ho mai spedito il modulo sull’esistenza in vita, al quanto a me sconosciuto solo ora che o letto qualcosa al riguardo.

  2. ornella scrive:

    buongiorno avv.
    volevo porle una domanda mia mamma e ;morta un anno fa percepiva l indennizzo legge 210/92 come figlia posso chiedere la reversibilita ? tengo ha precisare che e’ morta per un tumore al polmone grazie Ornella

  3. Luigi Francescutti scrive:

    Buongiorno. Per diversi anni ho sempre inviato la dichiarazione semestrale di esistenza in vita di mia moglie, all’indirizzo mail = uff5dcst@tesoro.it ottenendo sempre il risultato aspettato. Da almeno un anno inviando semestralmente la dichiarazione all’indirizzo mail, mi viene risposto che l’indirizzo non é corretto e purtroppo non senza qualche difficoltà devo recarmi ad un tabacchino per inviare un fax. Possibile che ad una cosa così delicata, alle persone interessate non sia stata data notizia di come procedere.
    Ho trovato il Suo articolo e provo a seguire le Sue indicazioni ringraziandola molto. Luigi

  4. Sabrina Cestari scrive:

    @ Marica
    L’articolo 309 c.p.c. da Lei citato richiama l’articolo 181 c.p.c. che così dispone:
    Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un’udienza successiva, di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l’estinzione del processo. Se l’attore costituito non compare alla prima udienza, e il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, il giudice fissa una nuova udienza, della quale il cancelliere dà comunicazione all’attore. Se questi non compare alla nuova udienza, il giudice, se il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l’estinzione del processo. Pertanto, come può leggere il meccanismo di estinzione del processo è dettagliatamente regolamentato, ora nel suo caso da quanto esposto non è chiaro se tale iter si è gia completamente compiuto, nel caso in cui così non fosse esiste comunque la decadenza per mancato rispetto del termine assegnato per la notifica. Appena la sentenza sarà passata in giudicato potrà procedere con il giudizio di ottemperanza al fine di ottenere la corresponsione delle somme dovute. Cordialità. Avv. Cestari

  5. Sabrina Cestari scrive:

    @ giovanni (post del 2 settembre)

    Le somme arretrate corrisposte dovrebbero essere calcolate tenendo conto del parametro temporale di 10 anni (sempre che non si percepisca l’indennizzo da un periodo inferiore), tuttavia, se si è interrotta la prescrizione decennale del diritto è possibile far retroagire tale termine, questa ipotesi avviene, altresì, quando così avesse statuito il Giudice in sentenza (sempre che sia stata instaurata una causa ed il Ministero non abbia eccepito la prescrizione), infine, il Ministero ha, in alcuni, casi pagato spontaneamente gli arretrati dalla data della domanda dell’indennizzo, pertanto, solo conoscendo il Suo specifico caso è possibile capire se Le è stato corrisposto il dovuto o se può chiedere altre somme. Cordialità Avv. Cestari

  6. Avv. Cestari scrive:

    @ raffaele

    In caso di aggravamento della malattia è possibile presentare domanda di aggravamento, il procedimento è lo stesso che segue all’istanza di riconoscimento dell’indennizzo, anche la compentenza è la stessa: la domanda viene inoltrata all’Asl che istruisce la pratica e la trasmette alla CMO, presso la quale avrà luogo la visita per accertare l’aggravamento.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  7. Avv. Cestari scrive:

    @Paolo

    Il Ministero non è certo veloce nei pagamenti, inoltre anche se le sentenze di primo grado sono esecutive quando vengono appellate (nel suo post non specifica se la sentenza sia passata in giudicato o se al contrario il Ministero abbia proposto appello) usualmente l’Amministrazione attende l’esito del giudizio di secondo grado. Detto questo, se la sentenza è passata in giudicato valuti con il Suo Legale il ricorso al giudizio di ottemperanza ai fini di ottenere il pagamento di quanto liquidato in sentenza. Per quanto concerne invece gli arretrati derivanti dalla rivalutazione dell’indennità integrativa speciale si accerti di quanto richiesto con il ricorso introduttivo della causa, ovvero se oltre al diritto all’indennizzo sia stata richiesta anche la rivalutazione integrale dello stesso, nel caso in cui questo non fosse avvenuto, interrompa i termini con una diffida.
    Cordiali saluti,

    Sabrina Cestari

  8. Avv. Cestari scrive:

    @ Paolo

    In considerazione della giurisprudenza di settore, attualmente, instaurerei il contenzioso nei soli confronti del Ministero della Salute.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  9. Avv. Cestari scrive:

    @ Stefano
    a seguito della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 11 del d.l. 78/2010 il bimestrale ex lege 210/92 deve essere integralmente rivalutato, il Mef (Ministero dell’Economia e Finanze) ha provveduto a rivalutare l’indennizzo a partire dal mese di gennaio del corrente anno per coloro che vengono pagati dalla Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro, in quanto è la stessa ad erogarli direttamente, così non è avvenuto per i danneggiati che ricevono il pagamento dalle Regioni o dalle Asl di competenza, ovvero si registrano sul territorio nazionali situazioni diverse: alcuni Enti hanno rivalutato l’indennizzo, altri non lo hanno ancora fatto, altri ancora hanno rivalutato e corrisposto gli arretrati dovuti solo nei confronti di coloro che avevano già ottenuto una sentenza passata in giudicato. Venendo al Suo caso, per poter ottenere gli arretrati relative alle somme dovute a titolo di rivalutazione, il primo passo da compiere è quello di inviare una diffida al Ministero della Salute e agli Enti erogatori (con raccomandata a/r o pec), in quanto al momento tali somme non vengono corrisposte spontaneamente, successivamente allo scadere del termine indicato in diffida Lei potrà instaurare un giudizio presso la sezione lavoro del Tribunale competente al fine di ottenere giudizialmente il riconoscimento dei Suoi diritti (rivalutazione, arretrati, interessi). Può contattarmi via mail per ulteriori chiarimenti anche in relazione alla redazione ed all’invio della diffida che varrà, per altro, quale atto interruttivo della prescrizione.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  10. Avv. Cestari scrive:

    @ Rossana

    La ringrazio, ho deciso di pubblicare immediatamente, venerdì sera, il decreto moduli, pur senza commento, perchè ritengo che un sito dovrebbe avere principalmente un carattere informativo, inoltre, seguendo da oltre un decennio la vicenda sangue infetto vorrei precisare che tutti noi: danneggiati, associazioni ed avvocati, attendevamo davvero con ansia di leggere il provvedimento in questione.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  11. Avv. Cestari scrive:

    @ Rossana
    Ha diritto agli arretrati derivanti dalla rivalutazione dell’indennità integrativa speciale dalla data di corresponsione delle somme ottenute con l’ultima sentenza sino al dicembre 2011. Il Ministero non sta pagando spontaneamente tali somme, Le consiglio pertanto di inviare al Ministero della Salute una diffida tramite pec o raccomandata a/r (rispettivamente ai seguenti recapiti dgfdm@postacert.sanita.it – Ministero della Salute Direzione generale dei dispositivi medici,del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure Via Giorgio Ribotta, 5 0144 Roma) e in caso di mancata risposta procedere giudizialmente per il recupero delle somme dovute. Resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti, cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  12. Avv. Cestari scrive:

    @ Paolo

    Per quanto concerne il pagamento degli arretrati, interessi e spese legali, derivando tali importi da una sentenza, l’Avvocato che l’ha seguita sarà certamente in grado di fornirLe i dati che Le interessano, altrimenti Lei dovrebbe effettuare un accesso ai documenti presso gli Enti convenuti e condannati in giudizio al fine di ottenere le specifiche degli importi (dalla sentenza è possibile evincere se la causa è stata instaurata solo nei confronti del Ministero della Salute o anche nei confronti, come presumo, della Regione e dell’Asl di competenza). L’accesso deve essere effettuato tramite raccomandata a/r o pec, nello stesso dovrà specificare i dati identificativi della sentenza ed allegare un documento di identità in corso di validità. Per quanto riguarda, invece, gli avvisi di pagamento successivi alla liquidazione degli importi stabiliti in sentenza, richieda ufficialmente agli Enti erogatori (Regione e Asl), sempre tramite pec o raccomandata a/r, il rendiconto delle somme pagate a titolo di indennizzo ex lege 210/92.
    Preciso che coloro che vengono pagati direttamente dal Mef ricevono bimestralmente gli avvisi di pagamento dalla Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro in quanto è la stessa ad erogarli direttamente.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

  13. Avv. Cestari scrive:

    @ Andrea

    Il dato di esistenza in vita può essere reperito dal Ministero attraverso gli uffici anagrafici di residenza ovvero il Ministero può richiedere, in relazione allo stesso, autocertificazione al diretto interessato.
    Deve essere chiarito, tuttavia, che le Regioni a statuto ordinario si avvalgono delle Asl con le quali condividono la competenza in ordine all’indennizzo ex lege 210/92, mentre per coloro che risiedono nelle Regioni a statuto speciale, usualmente, la liquidazione viene effettuata direttamente dal Ministero (Mef).
    La superiore premessa per precisare che la prassi in ordine alla prova dell’esistenza in vita varia da Regione a Regione e varia in relazione dell’Ente liquidatore (anche alcuni residenti delle Regioni a Statuto ordinario, infatti, sono pagati direttamente dal Mef in quanto competente al momento dell’accertamento del diritto all’indennizzo).
    Ho inserito nel sito i recapiti del Ministero ed un modulo di autocertificazione in quanto per la Regione Sicilia, nella quale risiedono molti dei miei assistiti, la situazione è la seguente: i beneficiari dell’indennizzo sono pagati direttamente dal Mef, che sino allo scorso anno si avvaleva dei Dipartimenti provinciali del Tesoro, dopo la loro abolizione la liquidazione avviene direttamente attraverso il Dag. Orbene, i Dipartimenti provinciali del Tesoro inizialmente richiedevano l’autocertificazione semestrale ai diretti interessati, successivamente e per alcuni anni accertarono invece direttamente presso gli uffici competenti l’esistenza in vita degli stessi, infine negli ultimi anni, prima della loro abolizione, in considerazione del fatto che i dati in questione venivano acquisiti con grande lentezza e spesso non erano neppure aggiornati, tornarono alla vecchia prassi di richiedere la certificazione ai titolari di indennizzo. La questione verte in ordine al fatto che se il beneficiario non è vivente e l’indennizzo viene nonostante questo versato e incassato dagli eredi, le somme devono successivamente essere recuperate. Quando lo scorso anno le competenze dai DPT sono state assegnate al Dag (Mef), in uno degli avvisi di pagamento vennero indicati i nuovi recapiti ai fini dell’invio delle autocertificazioni.
    In sintesi: le pubbliche amministrazioni dovrebbero reperire i dati presso le altre pubbliche amministrazioni che li detengono, posso tuttavia richiedere l’autocertificazione al diretto interessato, la prassi varia da Regione a Regione e a seconda dell’Ente liquidatore.
    Per esperienza consiglio di inviare via fax o attraverso raccomandata a/r l’autocertificazione con allegato un documento di identità in corso di validità, in quanto è accaduto spesso che l’indennizzo venisse cautelativamente sospeso per mancato accertamento dell’esistenza in vita ed è certamente più complicato richiedere il ripristino del beneficio che inviare, precauzionalmente, anche laddove non venisse direttamente richiesto, un’ autocertificazione semestrale.
    Cordiali saluti,
    Sabrina Cestari

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