Risarcimento: la morte della vittima di un illecito fa presumere, iuris tantum, l’esistenza di un danno parentale (sofferenza morale) dei membri sia della famiglia nucleare “successiva” (coniuge e figli) del deceduto, sia di quella “originaria” (genitori e fratelli)

Con ordinanza n. 28255/2025, pubblicata il 24 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha ribadito alcuni principi in materia di risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, quando ad agire in giudizio è il fratello o la sorella della vittima dell’illecito.

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Indennizzo ex lege 210/1992: importi per il 2026

Gli importi dovuti per l’anno 2026, ottenuti applicando un tasso di rivalutazione pari allo 1,50%, sono i seguenti:

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Indennizzo: ai fini del decorso del termine di decadenza ex art. 3 L. 210/1992, la conoscibilità del nesso causale deve consistere in una conoscenza soggettiva inequivocabile e non in una mera consapevolezza dell’avvenuta contrazione di una patologia

Con sentenza n. 23590/2025, pubblicata il 20 agosto 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito come debba determinarsi il giorno a decorrere dal quale può decorrere il termine triennale di decadenza disciplinato dall’art. 3 della legge 210/1992.

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Risarcimento: il procedimento ex art. 696 bis c.p.c., promosso contro il Ministero della Salute, interrompe la prescrizione dalla data di notifica del ricorso sino a quella del deposito della perizia

L’articolo 8, comma 1, della l. 24/2017 dispone che chi intende esercitare un’azione innanzi al giudice civile relativa a una controversia di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria è tenuto preliminarmente a proporre ricorso ai sensi dell’articolo 696-bis del codice di procedura civile dinanzi al giudice competente. Il comma successivo della stessa norma stabilisce che la presentazione del ricorso di cui al comma 1 costituisce condizione di procedibilità della domanda, facendo però salva la possibilità di esperire in alternativa il procedimento di mediazione.

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Risarcimento: non può essere scomputato l’indennizzo in concreto non percepito dal danneggiato, decaduto, anche per sua scelta, dalla facoltà di richiederlo

Con ordinanza n. 15963/2025 la Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: Nei giudizi promossi per il risarcimento dei danni da emotrasfusione infetta, non può essere portato in detrazione dall’ammontare del danno risarcibile l’importo dell’indennizzo ex art. 1, L. n. 210/1992, che il danneggiato non abbia in concreto conseguito perché decaduto ex art. 3, L. cit., dalla facoltà di richiederlo all’amministrazione competente.

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