Avvocato
Sabrina Cestari
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Indennizzi ex lege 210/92 e pratiche connesse

Gli importi dovuti per l’anno 2020, ottenuti applicando un tasso di rivalutazione pari allo 0,80%, sono i seguenti:

Categoria Bimestrale

Prima 1791,00
Seconda 1763,58
Terza 1736,34
Quarta 1708,99
Quinta 1681,59
Sesta 1654,15
Settima 1626,79
Ottava 1599,36

Avv.ti Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Con ordinanza n. 27874/2019, depositata il 30 ottobre 2019, la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi in merito alla decadenza dal diritto all’indennizzo disciplinato dalla legge n. 210/1992.

Nel caso di specie la Corte di Appello aveva concluso per l’avvenuta decadenza della danneggiata dal diritto a domandare l’indennizzo da parte della danneggiata, decadenza che, per altro, i giudici di secondo grado avevano desunto da elementi diversi da quelli che emergevano dalla documentazione in atti, ovvero da dichiarazioni rese dal marito della ricorrente, da affermazioni contenute nell’atto introduttivo e, infine, dalla circostanza che la domanda amministrativa fosse stata presentata prima dell’ottenimento da parte della richiedente della cartella clinica, dalla quale era emersa l’avvenuta sottoposizione della medesima al trattamento trasfusionale.

La Cassazione con l’ordinanza de qua ha ritenuto le suddette argomentazioni in contrasto con la disciplina legislativa vigente. La Suprema Corte ha evidenziato, infatti, come il primo comma dell’art. 3 della L. n. 210 del 1992 stabilisce espressamente che i termini di decadenza da esso previsti “decorrono dal momento in cui, sulla base della documentazione di cui ai commi 2 e 3, l’avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno”. I commi 2 e 3 appena citati dispongono, inoltre, che… Continua a leggere

Corte di Cassazione ordinanza n. 22528 del 10/09/2019

Con ordinanza n. 22528/2019, depositata il 10 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha stabilito a quali condizioni l’indennizzo disciplinato dalla legge 210/1992 possa essere scomputato dal risarcimento del danno nei confronti del Ministero della salute. Secondo quanto si rileva nella parte in fatto della pronuncia qui commentata, i giudici di secondo grado avevano compensato l’indennizzo, nonostante “la questione fosse stata introdotta per la prima volta soltanto nel giudizio d’appello ed il Ministero non avesse affatto sollevato una specifica eccezione né avesse formulato in tal senso corrispondenti conclusioni“. Nella fase di merito, inoltre, “mentre il risarcimento era stato oggetto di quantificazione, l’indennizzo non era stato determinato né era determinabile sulla base degli atti di causa“. Infine, il Ministero della salute aveva prodotto “i documenti attestanti l’avvenuto pagamento dell’indennizzo … soltanto in sede di comparsa conclusionale del giudizio d’appello”, quindi dopo l’udienza di precisazione delle conclusioni. Il danneggiato aveva impugnato la sentenza di secondo grado sotto plurimi profili, alcuni dei quali sono stati accolti dalla Cassazione. La Suprema Corte ha confermato, innanzi tutto, la legittimità dello scomputo dell’indennizzo, questo nonostante l’art. 1 della L. 238/1997 preveda che… Continua a leggere

Cassazione civile sez. VI 25/07/2018 n. 19704

Nella fattispecie che ha dato origine all’ordinanza qui commentata il Ministero della salute lamentava, tra l’altro, che la Corte d’appello avesse disatteso l’eccezione di decadenza triennale in relazione alla richiesta di indennizzo aggiuntivo per doppia patologia, previsto della legge n. 210/92, art. 2, comma 7.

Invero, ai soggetti danneggiati che contraggono più di una malattia, ad ognuna delle quali sia conseguito un esito invalidante distinto, è riconosciuto un indennizzo aggiuntivo.

Con ordinanza n. 19704/2018 la Cassazione ha giudicato il motivo infondato, affermando che la prestazione in parola si configura come accessoria rispetto all’indennizzo principale che spetta per le conseguenze dannose irreversibili dell’epatite post-trasfusionale, che ne costituisce un presupposto necessario, ma rispetto ad esso autonomo.

Il termine triennale di decadenza eccepito dal Ministero, evidenzia la Corte, è espressamente correlato nella norma al solo indennizzo di cui all’art. 1, comma 1 e non già all’indennizzo aggiuntivo di cui al all’art. 2, comma 7.

Ne consegue che “la natura di nuova e diversa forma assistenziale di tale indennizzo aggiuntivo rispetto al principale determina l’inapplicabilità al primo del termine decadenziale dettato per il secondo, sulla base del principio secondo il quale le norme sulla decadenza hanno… Continua a leggere

Ringraziando Aster per l’informazione ricevuta, pubblichiamo qui di seguito gli importi dei bimestri dovuti ex lege 210/92, determinati dal Ministero della salute previa applicazione, sui ratei dell’anno precedente, di un tasso di inflazione programmato pari all’1,2%:

Categoria Bimestrale
Prima 1776,79
Seconda 1749,58
Terza 1722,56
Quarta 1695,43
Quinta 1668,24
Sesta 1641,02
Settima 1613,88
Ottava 1586,67

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Con sentenza n. 15734 del 15 giugno 2018 la Cassazione ha enunciato un fondamentale principio di diritto in merito alla sussistenza, nell’ambito del giudizio di risarcimento del danno, del nesso di causalità tra contrazione del virus ed emotrasfusione già accertato dalla CMO nel corso del procedimento amministrativo per l’ottenimento dell’indennizzo ex lege 210/92.

Nella sentenza impugnata la Corte di Appello aveva affermato che il parere della CMO non costituisce prova del rapporto eziologico tra virus e trasfusione, attesa sia la diversità degli istituti di indennizzo e risarcimento del danno, sia la diversa ratio della legge del 1992. Invero, secondo la Corte d’Appello il diritto all’indennità sorge per il solo fatto di un danno irreversibile derivante da infezione post-trasfusionale e risponde ad una esigenza di solidarietà sociale verso persone colpite dall’infezione, sicché l’accertamento del nesso causale avviene in maniera più “elastica” e “generosa”, facendo ricorso anche a presunzioni, laddove ciò non è consentito nel giudizio in cui la pretesa risarcitoria è fondata su asserite responsabilità delle parti convenute e dove è quindi richiesto un rigoroso accertamento della sussistenza del nesso causale tra condotta asseritamente illecita e danno subito.

La Cassazione evidenzia invece che la CMO rende il proprio giudizio sul nesso… Continua a leggere

Con la sentenza n. 268/2017 la Corte Costituzionale si è recentemente espressa sulla legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, la questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Milano, sezione lavoro e riguardava il riconoscimento dell’indennizzo a coloro che si sono sottoposti a vaccinazione antinfluenzale.

Il tema sotteso alla fattispecie de qua è quello già affrontato in precedenza dalla Corte (v. sentenza n. 107 del 2012) ovvero quello delle vaccinazioni raccomandate.

La Corte ha in primis osservato che in una prospettiva incentrata “sulla salute quale interesse (anche) obiettivo della collettività, non vi è differenza qualitativa tra obbligo e raccomandazione: l’obbligatorietà del trattamento vaccinale è semplicemente uno degli strumenti a disposizione delle autorità sanitarie pubbliche per il perseguimento della tutela della salute collettiva, al pari della raccomandazione”.

Per quanto concerne più direttamente le vaccinazioni raccomandate, afferma la Corte, “in presenza di diffuse e reiterate campagne di comunicazione a favore dei trattamenti vaccinali, è naturale che si sviluppi un affidamento nei confronti di quanto consigliato dalle autorità sanitarie: e ciò rende la scelta individuale di aderire alla raccomandazione di per sé obiettivamente votata alla salvaguardia anche dell’interesse collettivo, al di là delle particolari… Continua a leggere

Pubblichiamo qui di seguito gli importi dei bimestri dovuti ex lege 210/92, determinati dal Ministero della salute previa applicazione, sui ratei dell’anno precedente, di un tasso di inflazione programmato pari all’1,7%:

Categoria Bimestrale

Prima 1755,73
Seconda 1728,85
Terza 1702,15
Quarta 1675,33
Quinta 1648,45
Sesta 1621,57
Settima 1594,74
Ottava 1567,86

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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A norma dell’art. 9, comma 1-bis, del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 nelle controversie di assistenza obbligatoria (e quindi in tutte quelle concernenti l’indennizzo ex lege 210/92, incluse quelle nelle quali si chieda anche la sola rivalutazione integrale dell’indennizzo, nonché quelle concernenti la legge 229/2005 e l’indennizzo per danni da talidomide), sono obbligati a versare il contributo unificato soltanto coloro che, sulla base dell’ultima dichiarazione, sono titolari di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito, superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76 del medesimo decreto.

Tale ultimo importo è stabilito con decreto del Ministro della giustizia.

Il precedente importo indicato nell’art. 76 citato, introdotto con decreto del 7 maggio 2015, era pari a 11.528,41 euro: la soglia di esenzione, al di sopra della quale scatta l’obbligo di versamento del contributo, era pertanto pari a € 34.585,23.

Con decreto del 16 gennaio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2018, il predetto importo è stato ridotto a 11.493,82 euro, con la conseguenza che la soglia dell’esenzione è attualmente fissata a 34.481,46 euro.

E’ bene precisare che con circolare n. 10 dell’11 maggio 2012 il Ministero della Giustizia ha chiarito che, ai fini dell’esenzione, il… Continua a leggere

Con sentenza n. 34/2017, depositata il 10 febbraio 2017 e passata in giudicato, il Tribunale di Ravenna – sezione lavoro ha confermato che la base di calcolo dell’indennizzo ex lege 229/2005 è costituita dall’indennizzo ex lege 210/1992 rivalutato per intero.

Invero, “con riferimento alle modalità di calcolo dell’indennizzo previsto dall’art. 1 l. 229/2005, l’indennizzo di cui all’art. 2 L. 210/1992 in esso richiamato, ne costituisce la base di calcolo: è indubbio, pertanto, che la base di calcolo, individuata ai sensi dell’art. 2 L. 210/1992, vada interamente rivalutata in base al tasso di inflazione programmato in ogni sua componente per l’anno 2005 (entrata in vigore della legge) e su tale base va, poi, applicato il moltiplicatore previsto dall’art. 1 L. 229/2005. L’importo così determinato è poi soggetto a rivalutazione annua in base agli indici istat”.

Aggiunge il Tribunale che “tale modalità di calcolo va applicata anche con riferimento all’indennizzo riconosciuto ai ricorrenti in ragione del comma 3 dell’art. 1 l. 229/2005”, beneficio richiesto in conseguenza del decesso del danneggiato.
In applicazione dei principi sopra richiamati il Tribunale ha condannato il Ministero della salute a corrispondere ai nostri clienti la complessiva somma di 89.596,52 euro ai sensi dell’art. 1 legge 229/2005, nonché… Continua a leggere

Con sentenza n. 436 del 30 giugno 2016, resa in un caso da noi patrocinato e non impugnata in Cassazione dal Ministero della salute, la sezione lavoro della Corte di appello di Milano ha riconosciuto l’indennizzo ex lege 210/92, con ascrizione all’ottava categoria, ad una nostra assistita il cui quadro clinico è caratterizzato, tra l’altro, “da persistente positività per HCV RNA”.
Quadro che il giudice di primo grado non aveva invece ritenuto sufficiente per riconoscere l’ascrizione tabellare, la contemporanea normalità delle transaminasi equivarrebbe infatti ad “assenza di segni di danni irreversibili”, con la conseguenza che “la patologia … silente” non provocherebbe “alcun danno funzionale” e non sarebbe “pertanto indennizzabile”.
Un giudizio che aveva disatteso la Consulenza medica ammessa in primo grado, che aveva “riconosciuto la presenza di un’intensa attività di replicazione del virus e, dunque, la presenza di un danno funzionale attuale”.
La Corte d’appello, aderendo alle conclusioni della ulteriore perizia medico-legale disposta in secondo grado, evidenzia innanzi tutto come il quadro clinico della danneggiata, oltre ad essere “caratterizzato dalla persistente positività per HCV RNA già a far tempo dalla determinazione effettuata nel primo mese di vita, con livelli di viremia persistentemente intorno alle 200.000 UI/mL, ha avuto,… Continua a leggere

Il Ministero della salute ha comunicato alle Regioni l’ammontare dei bimestri dell’indennizzo ex lege 210/92, calcolati sulla base di un tasso di inflazione programmata pari all’0,9%.

Gli importi sono i seguenti:
categoria prima 1.726,38 euro
categoria seconda 1.699,95 euro
categoria terza 1.673,70 euro
categoria quarta 1.647,33 euro
categoria quinta 1.620,89 euro
categoria sesta 1.594,46 euro
categoria settima 1.568,09 euro
categoria ottava 1.541,66 euro

Ringraziamo Aster per la segnalazione.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Con sentenza n. 2078/2016, depositata il 20 aprile 2016, resa in un caso da noi patrocinato, il Tribunale di Bari – sezione lavoro, accertato che “la base di calcolo dell’Indennizzo Aggiuntivo ex lege 229/05 è costituita dal mensile ex lege 210/92 per l’anno 2005, annualmente rivalutato per intero”, ha condannato il Ministero della salute a corrispondere ad un nostro cliente la somma capitale di “€ 64.462,59 quali arretrati ex art. 1 l. 229/05“, nonché quella di “€ 104.484,65 quali arretrati ex art. 4 l. 229/05“, oltre i rispettivi interessi moratori.

La pronuncia non è stata impugnata dal Ministero della salute, rimasto contumace nel giudizio, ed è pertanto passata in giudicato.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Come avevamo segnalato in altro articolo, le Sezioni Unite della Cassazione sono state chiamate a risolvere un contrasto, insorto nella terza sezione civile, circa la possibilità di scomputare dal risarcimento somme percepite a titolo indennitario, come ad esempio pensioni di inabilità o di reversibilità, equo indennizzo o altre erogazioni connesse alla morte o all’invalidità, morte o invalidità a loro volta conseguenti anche all’illecito produttivo del diritto al risarcimento del danno.

Anche se la controversia non riguarda un caso di contagio da sangue infetto, con ordinanza n. 14392 del 14 luglio 2016 la terza sezione civile ha disposto il rinvio di una causa pendente a nuovo ruolo, preso che atto che il ricorso principale solleva “la questione della compensabilità dell’indennizzo ex L. n. 210 del 1992 con l’ammontare liquidato a titolo di risarcimento del danno ( nella specie, da epatite di tipo “C” contratta all’esito di profilassi antitetanica con Gamma – Tet )”, questione “della cui disamina risultano essere state investite le Sezioni Unite di questa Corte, la cui pronunzia si appalesa pertanto senz’altro opportuno attendere”.
Ringraziamo Aster per la segnalazione.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Cassazione civile sentenze nn. 10113/2016, 10116/2016, 10117/2016, 10118/2016, 10121/2016, 10436/2016

La Cassazione torna ad esprimersi in ordine al termine di decadenza per l’ottenimento del diritto all’indennizzo previsto dalla legge 210/92.

Si ricorda che, a norma dell’art. 3, comma 1, nel testo modificato dalla legge n. 238/1997, art. 1, comma 9, la domanda amministrativa per ottenere il suddetto indennizzo deve essere presentata nel termine di tre anni nel caso di vaccinazioni o di epatiti post-trasfusionali dal momento in cui, sulla base delle documentazioni di cui ai commi 2 e 3, l’avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno.

La Cassazione a Sezione Unite (Cass. Sezioni Unite del 22.7.2015 nn. 15352 e 15353) risolvendo un contrasto manifestatosi nell’ambito della sezione lavoro (Cass. n. 10215/2014 e n. 13335/2014), aveva già chiarito lo scorso anno che, ove la prestazione indennitaria sia richiesta in relazione ad epatite post-trasfusionale contratta in epoca precedente all’entrata in vigore della legge n. 238/1997, con la quale è stato esteso il termine decadenziale triennale già previsto per i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, il termine decorre dal 28 luglio 1997, data di entrata in vigore della nuova disciplina.

Ora con sei recenti sentenze (Cassazione nn. 10113/2016, 10116/2016, 10117/2016, 10118/2016, 10121/2016,… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. n. 11018 del 27/05/2016

Con una recente sentenza la Suprema Corte ha confermato il principio già espresso nella pronuncia n. 28435 del 2013 in ordine al diritto all’ottenimento dell’indennizzo ex lege 210/92 anche in caso di trasfusioni eseguite all’estero a seguito di trattamento sanitario autorizzato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Osserva la pronuncia citata che ciò che rileva è unicamente la situazione patologica del beneficiario, rispetto alla quale la circostanza che il contagio sia avvenuto per trasfusione effettuata nel corso di intervento chirurgico in struttura sanitaria estera non assume significato scriminante rispetto al riconoscimento del beneficio.

Invero, in “tali casi le limitazioni alla concessione del beneficio in funzione del luogo dell’intervento configurerebbero un vulnus nella sfera di protezione della salute del cittadino, provocando la menomazione di un diritto costituzionalmente protetto anche nell’interesse della collettività e la diminuzione delle tutele che la legge appresta, limitandosi in tal modo la protezione legale della salute all’estero alla copertura dei costi della prestazione, senza ricomprendervi tutte le altre conseguenze derivanti dagli stessi interventi quando vengano praticati all’interno dello Stato.”

Per altro l’esclusione del beneficio, secondo la Cassazione, confliggerebbe con i principi costituzionali perchè, oltre a ledere l’effettività della protezione del bene… Continua a leggere

Il Ministero della salute ha comunicato alle Regioni gli importi dei bimestri dell’indennizzo ex lege 210/92, calcolati sulla base di un tasso di inflazione programmato pari all’1%.

Gli importi sono i seguenti:

prima categoria € 1.710,98

seconda categoria € 1.684,79

terza categoria € 1.658,77

quarta categoria € 1.632,63

quinta categoria € 1.606,44

sesta categoria € 1.580,24

settima categoria € 1.554,10

ottava categoria € 1.527,90

Ringraziamo Enzo da Reggio Calabria per la segnalazione.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Con sentenza n. 1681/15, pubblicata il 9 giugno 2015, il Tribunale di Milano – sezione lavoro, accogliendo integralmente il ricorso da noi presentato nell’interesse dei genitori di una danneggiata da vaccino, ha dichiarato che la base di calcolo dei benefici previsti dalla legge 229/05 è costituita dal rateo ex lege 210/92 rivalutato per intero, quindi anche nella componente determinata con riferimento all’indennità integrativa speciale.

Il Tribunale ha conseguentemente condannato il Ministero della salute a ricalcolare tanto il mensile liquidato ai sensi dell’art. 1, comma 1, della predetta legge, quanto l’assegno una tantum disciplinato dall’art. 4 del medesimo testo normativo.

Le somme pertanto che l’Amministrazione dovrà corrispondere ai nostri assistiti sono le seguenti:

– 71.055,51 euro, oltre interessi, quale vitalizio ex art. 1, comma 1, legge 229/05;

– 82.907,47 euro, oltre interessi, quale assegno una tantum ex art. 4 legge 229/05.

Il Ministero della salute, rimasto contumace nel giudizio, non ha impugnato la sentenza che è quindi passata in giudicato.

Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Riporto integralmente l’articolo pubblicato sul proprio sito da Alberto Cappellaro in ordine al disomogeneo comportamento delle Regioni in relazione al pagamento degli arretrati relativi alla integrale rivalutazione dell’indennizzo ex lege 210/92.

Sabrina Cestari

 

Rivalutazione: arretrati, Regioni in ordine sparso

 

Le Regioni, dopo aver ricevuto la prima rata dei fondi stanziati con l’articolo 1, comma 186, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015), hanno iniziato a svolgere le attività preparatorie per poter procedere ai pagamenti. I predetti fondi dovranno essere utilizzati per il “pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale … fino al 31 dicembre 2011”. Tali attività si stanno svolgendo con criteri tutt’altro che omogenei. Così ad esempio la Regione Puglia, con delibera della Giunta n. 2095 del 30 novembre 2015, ha stabilito di “destinare l’intera somma … attribuita alla Regione Puglia per il 2015 al pagamento …, in primo luogo, della somme spettanti, nell’anno 2012, per la rivalutazione della quota corrispondente all’I.I.S. ed, inoltre, di una quota percentuale del totale degli arretrati spettanti sino al 31 dicembre 2011, con liquidazione a saldo negli anni successivi”. Con delibera 1450 del 29 ottobre 2015 la Regione Veneto ha invece optato per una interpretazione più… Continua a leggere