Danneggiati da vaccino e da talidomide: la legge di bilancio impone l’utilizzo, come base di calcolo, di un rateo ex lege 210/92 integralmente rivalutato

I danneggiati da vaccinazione e quelli da talidomide percepiscono un indennizzo che viene determinato applicando un coefficiente, stabilito dalla legge, su una base di calcolo costituita dal rateo ex lege 210/1992, nell’ammontare dovuto per l’anno 2005: si tratta dei benefici disciplinati dagli articoli 1 e 4 della L. 229/2005 per i danneggiati da vaccino, nonché dall’art. 2, comma 363 della L. 244/2007 per quelli da talidomide.
L’importo così calcolato, con riferimento all’anno 2005, deve poi essere annualmente rivalutato, per gli anni successivi al 2005, sulla base del tasso ISTAT, a differenza di quanto accade per l’indennizzo ex lege 210/1992, che viene invece annualmente rivalutato sulla base del tasso di inflazione programmato.
Il Ministero della salute ha sempre determinato entrambe le provvidenze sopra indicate assumendo come base di calcolo un rateo ex lege 210/1992 rivalutato nella sola componente assegno, escludendo invece dall’adeguamento la quota del rateo determinata con riferimento alla indennità integrativa speciale.
Questa modalità di calcolo è pacificamente illegittima, per giurisprudenza ormai consolidata anche della Suprema Corte (si veda da ultimo Cass. n. 28687/2020).
Per tale motivo l’articolo 1 della Legge 30/12/2020 n. 178 (legge di stabilità per l’anno 2021), all’esplicito fine di evitare il contenzioso, ha introdotto due nuove disposizioni.
– il comma 440, a norma del quale “Al fine di adeguare gli indennizzi, quale spesa obbligatoria, dovuti ai sensi delle leggi 29 ottobre 2005, n. 229, e 24 dicembre 2007, n. 244, rispettivamente a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie e da talidomide, il Ministero della salute è autorizzato a corrispondere agli aventi diritto le maggiori somme derivanti dalla rivalutazione dell’indennità integrativa speciale relativa alla base di calcolo degli indennizzi di cui alle citate leggi n. 229 del 2005 e n. 244 del 2007, per un ammontare annuo pari a euro 9.900.000, a decorrere dall’anno 2021, per l’adeguamento dei ratei futuri”;
– il comma 441, a norma del quale “Il Ministero della salute è autorizzato a corrispondere le somme dovute a titolo di arretrati maturati dagli aventi diritto a seguito della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale di cui al comma 440, nonché gli arretrati dell’indennizzo di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, dovuti dalla data di entrata in vigore della stessa legge n. 244 del 2007 per i titolari nati nel 1958 e nel 1966, fino a un ammontare annuo pari a euro 71.000.000 per gli anni dal 2021 al 2023. Gli arretrati sono corrisposti nel termine di prescrizione ordinaria di dieci anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero della salute è incrementato di euro 71.000.000 per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023”.
Ne consegue che a partire dall’anno 2021 i benefici sopra indicati dovranno essere calcolati secondo la modalità considerata legittima in giurisprudenza; l’Amministrazione competente dovrà, altresì, provvedere a liquidare agli aventi diritti gli arretrati ancora dovuti, nei limiti della prescrizione decennale.
Non siamo ovviamente in grado di dire in che tempi il Ministero della salute darà integrale esecuzione alle disposizioni sopra menzionate, eventuali quesiti dovranno essere sottoposti all’Amministrazione medesima.
Una volta effettuati i pagamenti, che avverranno senza il riconoscimento degli interessi legali, ciascun interessato dovrà verificare con il proprio legale la correttezza delle somme ricevute: a tal proposito informiamo sin d’ora che eventuali richieste ai sottoscritti legali verranno esaudite solo previo conferimento di un mandato e non con risposte sul blog.
Avv.ti Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

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Aumento delle pensioni di invalidità: la circolare dell’Inps chiarisce i requisiti e le modalità per fruire dell’incremento specificando i limiti di reddito

Con la circolare n. 107/2020 del 23 settembre 2020 l’Inps fornisce indicazioni e chiarimenti in merito all’attuazione dell’articolo 15 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, nella parte in cui, nel recepire la sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020, estende ai soggetti invalidi civili totali o sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, di età compresa tra i diciotto e i sessanta anni, i benefici di cui all’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, finora spettanti ai soggetti con più di sessanta anni di età.

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Risarcimento: la struttura sanitaria che si procuri il sangue da un Centro trasfusionale deve verificare che quest’ultimo abbia rispettato tutte le norme e i protocolli sanitari vigenti, con particolare riferimento all’obbligo di tracciabilità del sangue e all’avvenuta esecuzione dei test prescritti

Con ordinanza n. 9885/2020, depositata il 26 maggio 2020, la Corte di Cassazione ha evidenziato quali siano gli obblighi cui deve adempiere la struttura sanitaria, qualora le sacche di sangue utilizzate per la trasfusione le vengano fornite da un soggetto terzo qualificato, nel caso di specie un centro AVIS.

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Risarcimento: la conoscenza della riconducibilità dell’epatite alle trasfusioni deve fondarsi su dati di fatto obiettivi che si riferiscano al soggetto danneggiato, su informazioni alle quali abbia avuto accesso, sulle sue personali vicende e cognizioni; qualora i predetti elementi siano anteriori alla domanda di indennizzo la loro allegazione e dimostrazione grava sul Ministero della salute

Con sentenza n. 11298/2020, depositata il 12 giugno 2020, la Corte di Cassazione ha statuito ed in parte anche ribadito alcuni importanti principi in materia di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni conseguenti a contagio da sangue infetto.

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Indennizzo ex lege 229/2005: la Corte di Appello di Sassari conferma la condanna del Ministero della salute a liquidare, quali arretrati, 192 mila euro oltre interessi

Con sentenza depositata il 9 maggio 2019 e passata in giudicato la Corte di Appello di Sassari, sezione distaccata di quella di Cagliari, ha confermato una pronuncia con la quale il Tribunale di Tempio Pausania, in un caso seguito dai nostri studi, aveva:
– accertato e dichiarato che la base di calcolo dell’indennizzo ex lege 229/05 è costituita dal mensile ex lege 210/92 integralmente rivalutato;
– accertato e dichiarato che l’indennizzo così calcolato deve essere annualmente rivalutato sulla base degli indici ISTAT;
– conseguentemente condannato il Ministero della Salute a corrispondere ai nostri assistiti una somma complessivamente pari a 192.691,17 euro oltre interessi.
La sentenza di primo grado era stata appellata dall’Amministrazione ma, come anticipato, i giudici di appello l’hanno confermata.
I giudici di secondo grado, richiamando alla sentenza n. 30132/2018 della Suprema Corte, hanno evidenziato innanzi tutto che “l’ordinamento prevede un indennizzo per i danni da emotrasfusioni (art. 1, co. 2 L. 210/1992), composto da due quote (assegno, di cui all’art. 2, co.1 L. 210 cit. e indennità integrativa speciale, di cui all’art. 2, co.2), un diverso indennizzo (art. 1, co. 1, L. 210 cit.) per i danni da vaccinazione obbligatoria, composto delle medesime quote (assegno e indennità integrativa speciale) e da un ulteriore componente (art. 1 L. 229/2005) pari fino a sei volte l’indennizzo mensile di cui all’art. 2 L. 210/1992”, rilevando inoltre come:
– l’indennizzo ex lege 210/92, da rivalutarsi integralmente sulla base del tasso di inflazione programmato, “costituisce base di calcolo per l’ulteriore indennizzo (proprio dei soli vaccinati) di cui all’art. 1 L. 229/2005 … Va quindi da sé che l’incremento di una delle componenti della base di calcolo (l’indennità integrativa speciale) naturalmente modifichi l’ammontare dell’indennizzo per i danneggiati” da vaccino “e quindi siano dovute le relative differenze; né ciò determina, come adombrato dalle difese del Ministero, una duplicazione di rivalutazioni, in quanto una cosa è la rivalutazione dell’indennizzo già prevista dall’art. 1, co. 4, L. 229/2005, destinata a porre al riparo l’importo dalla perdita di valore del denaro nel corso del tempo, altra cosa è la rivalutazione della base di calcolo, destinata soltanto ad incrementare la misura iniziale dell’indennizzo stesso”;
– “l’art. 1, co.1, L. 229/2005 prevede che l’indennizzo da esso previsto sia pari a multipli della «somma percepita dal danneggiato ai sensi dell’articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210», ove per “somma percepita” non può che intendersi quella che vi era diritto a percepire, sicché l’interpretazione invalsa, a livello costituzionale e di legittimità, dell’art. 2 L. 210/1992 inevitabilmente incrementa ab origine l’indennizzo ivi previsto e, consequenzialmente, la base di calcolo di quello di cui all’art. 1 L. 229/2005”.
L’appello del Ministero della salute è stato pertanto rigettato perché infondato.

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