Indennizzo ex lege 229/2005: la Corte di Appello di Sassari conferma la condanna del Ministero della salute a liquidare, quali arretrati, 192 mila euro oltre interessi

Con sentenza depositata il 9 maggio 2019 e passata in giudicato la Corte di Appello di Sassari, sezione distaccata di quella di Cagliari, ha confermato una pronuncia con la quale il Tribunale di Tempio Pausania, in un caso seguito dai nostri studi, aveva:
– accertato e dichiarato che la base di calcolo dell’indennizzo ex lege 229/05 è costituita dal mensile ex lege 210/92 integralmente rivalutato;
– accertato e dichiarato che l’indennizzo così calcolato deve essere annualmente rivalutato sulla base degli indici ISTAT;
– conseguentemente condannato il Ministero della Salute a corrispondere ai nostri assistiti una somma complessivamente pari a 192.691,17 euro oltre interessi.
La sentenza di primo grado era stata appellata dall’Amministrazione ma, come anticipato, i giudici di appello l’hanno confermata.
I giudici di secondo grado, richiamando alla sentenza n. 30132/2018 della Suprema Corte, hanno evidenziato innanzi tutto che “l’ordinamento prevede un indennizzo per i danni da emotrasfusioni (art. 1, co. 2 L. 210/1992), composto da due quote (assegno, di cui all’art. 2, co.1 L. 210 cit. e indennità integrativa speciale, di cui all’art. 2, co.2), un diverso indennizzo (art. 1, co. 1, L. 210 cit.) per i danni da vaccinazione obbligatoria, composto delle medesime quote (assegno e indennità integrativa speciale) e da un ulteriore componente (art. 1 L. 229/2005) pari fino a sei volte l’indennizzo mensile di cui all’art. 2 L. 210/1992”, rilevando inoltre come:
– l’indennizzo ex lege 210/92, da rivalutarsi integralmente sulla base del tasso di inflazione programmato, “costituisce base di calcolo per l’ulteriore indennizzo (proprio dei soli vaccinati) di cui all’art. 1 L. 229/2005 … Va quindi da sé che l’incremento di una delle componenti della base di calcolo (l’indennità integrativa speciale) naturalmente modifichi l’ammontare dell’indennizzo per i danneggiati” da vaccino “e quindi siano dovute le relative differenze; né ciò determina, come adombrato dalle difese del Ministero, una duplicazione di rivalutazioni, in quanto una cosa è la rivalutazione dell’indennizzo già prevista dall’art. 1, co. 4, L. 229/2005, destinata a porre al riparo l’importo dalla perdita di valore del denaro nel corso del tempo, altra cosa è la rivalutazione della base di calcolo, destinata soltanto ad incrementare la misura iniziale dell’indennizzo stesso”;
– “l’art. 1, co.1, L. 229/2005 prevede che l’indennizzo da esso previsto sia pari a multipli della «somma percepita dal danneggiato ai sensi dell’articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210», ove per “somma percepita” non può che intendersi quella che vi era diritto a percepire, sicché l’interpretazione invalsa, a livello costituzionale e di legittimità, dell’art. 2 L. 210/1992 inevitabilmente incrementa ab origine l’indennizzo ivi previsto e, consequenzialmente, la base di calcolo di quello di cui all’art. 1 L. 229/2005”.
L’appello del Ministero della salute è stato pertanto rigettato perché infondato.

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Indennizzo ex lege 210/1992: importi per il 2020

Gli importi dovuti per l’anno 2020, ottenuti applicando un tasso di rivalutazione pari allo 0,80%, sono i seguenti:

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Riduzione delle donazioni: se viene impugnata solo la donazione anteriore ma non quella più recente, la misura della riduzione si determina al netto di quanto il legittimario avrebbe potuto recuperare dal donatario posteriore

Con ordinanza n. 17881/2019, depositata il 3 luglio 2019, la seconda sezione civile della Corte di Cassazione si è occupata di un caso di riduzione delle donazioni, lesive della quota spettante ai legittimari.

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Indennizzo ex lege 210/1992: la decadenza può decorrere solo da una conoscenza del danno qualificata e avente base documentale

Con ordinanza n. 27874/2019, depositata il 30 ottobre 2019, la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi in merito alla decadenza dal diritto all’indennizzo disciplinato dalla legge n. 210/1992.

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Risarcimento del danno da sangue infetto: oneri probatori che debbono essere assolti affinché l’indennizzo ex lege 210/92 possa essere scomputato Avv.ti Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

Corte di Cassazione ordinanza n. 22528 del 10/09/2019

Con ordinanza n. 22528/2019, depositata il 10 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha stabilito a quali condizioni l’indennizzo disciplinato dalla legge 210/1992 possa essere scomputato dal risarcimento del danno nei confronti del Ministero della salute. Secondo quanto si rileva nella parte in fatto della pronuncia qui commentata, i giudici di secondo grado avevano compensato l’indennizzo, nonostante “la questione fosse stata introdotta per la prima volta soltanto nel giudizio d’appello ed il Ministero non avesse affatto sollevato una specifica eccezione né avesse formulato in tal senso corrispondenti conclusioni“. Nella fase di merito, inoltre, “mentre il risarcimento era stato oggetto di quantificazione, l’indennizzo non era stato determinato né era determinabile sulla base degli atti di causa“. Infine, il Ministero della salute aveva prodotto “i documenti attestanti l’avvenuto pagamento dell’indennizzo … soltanto in sede di comparsa conclusionale del giudizio d’appello”, quindi dopo l’udienza di precisazione delle conclusioni. Il danneggiato aveva impugnato la sentenza di secondo grado sotto plurimi profili, alcuni dei quali sono stati accolti dalla Cassazione. La Suprema Corte ha confermato, innanzi tutto, la legittimità dello scomputo dell’indennizzo, questo nonostante l’art. 1 della L. 238/1997 preveda che l’indennizzo ex lege 210/92 “è cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito”. Secondo la Corte, infatti, nonostante “il diritto al risarcimento del danno conseguente al contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto abbia natura diversa rispetto all’attribuzione indennitaria regolata dalla L. n. 210 del 1992, tuttavia, nel giudizio risarcitorio promosso contro il Ministero della salute per omessa adozione delle dovute cautele, l’indennizzo eventualmente già corrisposto al danneggiato può essere interamente scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno …, venendo altrimenti la vittima a godere di un ingiustificato arricchimento consistente nel porre a carico di un medesimo soggetto (il Ministero) due diverse attribuzioni patrimoniali in relazione al medesimo fatto lesivo“.

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