Indennizzo ex lege 210/1992: importi per il 2020

Gli importi dovuti per l’anno 2020, ottenuti applicando un tasso di rivalutazione pari allo 0,80%, sono i seguenti:

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Riduzione delle donazioni: se viene impugnata solo la donazione anteriore ma non quella più recente, la misura della riduzione si determina al netto di quanto il legittimario avrebbe potuto recuperare dal donatario posteriore

Con ordinanza n. 17881/2019, depositata il 3 luglio 2019, la seconda sezione civile della Corte di Cassazione si è occupata di un caso di riduzione delle donazioni, lesive della quota spettante ai legittimari.

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Indennizzo ex lege 210/1992: la decadenza può decorrere solo da una conoscenza del danno qualificata e avente base documentale

Con ordinanza n. 27874/2019, depositata il 30 ottobre 2019, la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi in merito alla decadenza dal diritto all’indennizzo disciplinato dalla legge n. 210/1992.

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Risarcimento del danno da sangue infetto: oneri probatori che debbono essere assolti affinché l’indennizzo ex lege 210/92 possa essere scomputato Avv.ti Sabrina Cestari e Alberto Cappellaro

Corte di Cassazione ordinanza n. 22528 del 10/09/2019

Con ordinanza n. 22528/2019, depositata il 10 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha stabilito a quali condizioni l’indennizzo disciplinato dalla legge 210/1992 possa essere scomputato dal risarcimento del danno nei confronti del Ministero della salute. Secondo quanto si rileva nella parte in fatto della pronuncia qui commentata, i giudici di secondo grado avevano compensato l’indennizzo, nonostante “la questione fosse stata introdotta per la prima volta soltanto nel giudizio d’appello ed il Ministero non avesse affatto sollevato una specifica eccezione né avesse formulato in tal senso corrispondenti conclusioni“. Nella fase di merito, inoltre, “mentre il risarcimento era stato oggetto di quantificazione, l’indennizzo non era stato determinato né era determinabile sulla base degli atti di causa“. Infine, il Ministero della salute aveva prodotto “i documenti attestanti l’avvenuto pagamento dell’indennizzo … soltanto in sede di comparsa conclusionale del giudizio d’appello”, quindi dopo l’udienza di precisazione delle conclusioni. Il danneggiato aveva impugnato la sentenza di secondo grado sotto plurimi profili, alcuni dei quali sono stati accolti dalla Cassazione. La Suprema Corte ha confermato, innanzi tutto, la legittimità dello scomputo dell’indennizzo, questo nonostante l’art. 1 della L. 238/1997 preveda che l’indennizzo ex lege 210/92 “è cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito”. Secondo la Corte, infatti, nonostante “il diritto al risarcimento del danno conseguente al contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto abbia natura diversa rispetto all’attribuzione indennitaria regolata dalla L. n. 210 del 1992, tuttavia, nel giudizio risarcitorio promosso contro il Ministero della salute per omessa adozione delle dovute cautele, l’indennizzo eventualmente già corrisposto al danneggiato può essere interamente scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno …, venendo altrimenti la vittima a godere di un ingiustificato arricchimento consistente nel porre a carico di un medesimo soggetto (il Ministero) due diverse attribuzioni patrimoniali in relazione al medesimo fatto lesivo“.

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Risarcimento: Ministero responsabile per una trasfusione del 1965

Con ordinanza n. 24163/2019, depositata il 27 settembre 2019, la Suprema Corte ha cassato una pronuncia di appello che aveva escluso la responsabilità del Ministero della salute per una trasfusione avvenuta nel 1965.
Secondo il giudice di secondo grado l’Amministrazione non poteva rispondere del contagio in quanto negli anni ’60 le conoscenze scientifiche “non erano di tale univocità da integrare una prova sufficiente della responsabilità dello stesso rispetto alle emotrasfusioni”.

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